#GIFMEFIVE: il recap della settimana a suon di gif


Questo è un recap settimanale diverso dei soliti. Questo #GIFMEFIVE avrei voluto chiamarlo “il recap della settimana a suon di mostri”, ma visto che sono un maniaco della precisione e un titolo diverso mi avrebbe comportato un disturbo psicotico quasi ossessivo, tanto da diventare un mostro anche io, lasciamo il titolo uguale e facciamo finta di niente.
Perché mostri? Perché tutto quello che è racchiuso i questi ultimi 7 giorni mi fa pensare solo alla mostruosità della vita, in senso buono e cattivo. Esistono mostri da 50’000 persone concentrate in 93mila metri quadri e mostri da 60 punti a partita.
Ma bando a chiacchiere e numeri e via al nostro #GIFMEFIVE settimanale, per non dimenticare.

Mostro n.1: il centro commerciale più grande d’Europa, inaugurato ad Arese giovedì

più di 50’000 visitatori il primo giorno, ovvero una persona ogni 2 metri quadri, io sarei morto soffocato li. La gente a volte sta male. Piuttosto ascoltate i nostri consigli su cose più divertenti da fare al posto di chiudervi dentro quelle quattro mura. Tipo anche morire non sarebbe una brutta idea.

Mostro n.2: la Germania, conia una moneta da 5€ valida solo in Germania

un ulteriore passo della culona Merkel verso il sempre più forte nazionalismo tedesco. Visto il film “Lui è tornato”?

Mostro n.3: le trivelle nei nostri mari, meno del 30% di partecipazioni ai referendum

aule più vuote di una scuola al 6 di giugno, c’è chi diceva di votare si e chi diceva di votare no, chi diceva di non andare a votare e chi come la nostra amata Nina Moric pubblica foto di trivellazioni personali in mare. Intanto il quorum non si è raggiunto e tutti a casa. Nel senso che nessuno è uscito di casa.

Mostro n.4: Kobe Bryant, nella sua ultima partita in NBA fa una cosa mostruosa come 60 punti

tante lacrime e tutti a casa.

Mostro n.5: la design week, il fuori salone, Milano invasa da designer nord europei tutti seri che disegnano sedie a cazzo di cane

un’ora e mezza circa per attraversare il ponte di Tortona, gente che va, gente che viene. E per fortuna che hanno creato gli open bar per aiutarci a sopportare tutto ciò.

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