Zanzu: il manuale tedesco di educazione sessuale utile alla propaganda razzista


Probabilmente alcuni avranno già avuto modo di leggere la notizia in altri articoli e non sarebbe stato strano se la loro prima reazione fosse stata di curiosità mista ad un senso di assurdità. Pare che ad alcune testate italiane interessi più il click-baiting che la vera informazione.

In sintesi il governo tedesco ha creato un portale, Zanzu, con obiettivi di educazione sessuale e prevenzione di malattie sessualmente trasmesse specificamente pensato per essere consultato dai migranti. Un progetto del Centro Federale Tedesco per l’educazione sanitaria e Sensoa, il centro di competenza fiammingo per l’educazione sessuale.

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La notizia però è stata reinterpretata in diversi modi. Secondo il Giornale è: “Ecco il manuale che spiega ai migranti come fare sesso con le donne europee”, ma è capitato anche di trovare: “Sesso a misura di migrante”, Libero invece si sbizzarrisce con: “Istruzioni di sesso per profughi. Berlino apre un sito per spiegare come accoppiarsi con le europee: Lo stupro è vietato”.

Suona piuttosto razzista come si cerchi di reindirizzare l’attenzione verso la necessaria educazione dei rifugiati “nonwhite”, dunque di colore, a fare sesso con le donne europee, puntualizzando che le immagini sono esplicite per una loro maggiore comprensione e interrazziali perché destinate ai migranti e non ai tedeschi, sottolineando poi i riferimenti del sito al delitto d’onore, alla violenza sessuale e alle mutilazioni genitali, appositamente affrontati per loro (secondo quei giornali).

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Ma Zanzu in realtà è un manuale per tutti: vengono affrontati temi base come “dialogare col proprio partner, essere consenzienti e saper dire di no” che non hanno connotazioni etniche. Le immagini esplicite sono necessarie nell’educazione sessuale, e il fatto che siano interrazziali è normale in una società multietnica. Non è stato inoltre detto che argomenti come “il delitto d’onore, la violenza sessuale e le mutilazioni genitali” si trovano all’interno del contesto di counseling, ovvero la sezione dedicata a informazioni e risorse per ricevere aiuto da parte di donne vittime di crimini a sfondo sessuale.

Non è difficile capire perché il portale sia stato trasformato in un uno stereotipo dell’immigrato incivile e aggressivo, ma le conseguenze di un’informazione irresponsabile purtroppo sono reali, e basta leggere i commenti sotto l’articolo scritto da il Giornale per rendersi conto della pericolosità della disinformazione.

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