Spyro, il draghetto viola più amato della nostra infanzia torna con un remake di avventure


Ci sono stati taser e voci di corridoio, avevamo ormai perso le speranze, ma finalmente è stato annunciato il ritorno di Spyro con la trilogia remake Reignited Trilogy. Un ritorno molto atteso da un sacco di utenti, dopo il ritorno di Crash Bandicoot, ma questo potrebbe nascondere una crisi nell’industria dei videogiochi. La riproposta di questi vecchi videogiochi avrebbe anche una validità ideologica ovvero : trattandosi di prodotti “sistemici”, ovvero fruibili solo attraverso l’hardware per cui sono stati originariamente pensati, certi videogiochi possono essere recuperati solo attraverso una ridistribuzione ottimizzata per le piattaforme attuali.

Questi, definiti classici, sono giochi fortemente legati al loro periodo storico, ovvero quella fine degli anni 90 – inizio anni 2000 in cui si cercava di sperimentare una nuova interpretazione del platform e dell’adventure sfruttando in pieno il 3D. Sono dei giochi limitati per gli standard odierni , ma si tratterebbe anche di un genere che verrebbe ormai riproposto raramente al giorno d’oggi.

La parte negativa di questi remake è che tolgono spazio ad eventuali titoli nuovi e originali e anche il target è limitato poiché sarebbe rivolto a quegli utenti che hanno iniziato a giocare con le prime playstation e che hanno un ricordo caro di queste console. In quest’ottica l’operazione Spyro: Reignited Trilogy assume un senso preciso e apre la strada anche ad altre possibili reinterpretazioni in chiave moderna.