Il reggae è diventato patrimonio dell’Unesco



L’Unesco ha aggiunto il genere reggae alla sua lista di patrimoni mondiali immateriali dell’umanità. Il comitato speciale dell’organizzazione, riunito a Port-Louis, capitale delle Mauritius, ha dichiarato il reggae tesoro culturale grazie alla sua forza e al suo contributo alle “questioni di ingiustizia, resistenza, amore e umanità”, per merito non solo del più famoso dei suoi esponenti, Bob Marley, che fece conoscere il genere a tutto il mondo, ma anche ad altri grandi esponenti, come Peter Tosh, oppure da Lee Perry and The Upsetters ai Congos.

L’annuncio è arrivato tramite Twitter, con un tweet che rimanda alla pagina ufficiale dell’Onu nella quale sono spiegate le motivazioni della scelta.

Secondo l’Unesco, uno die grandi meriti della musica reggae è quello di aver “contribuito al dibattito internazionale su ingiustizia, resistenza, amore e umanità, sottolineando la dinamica del elemento come bianco in una sola volta cerebrale, socio-politico, sensuale e spirituale”. Il genere musicale nato in Giamaica merita di essere tutelato, protetto e promosso.