Qual è il significato originario del termine “hangover”


Il termine “hangover” è ormai molto diffuso anche in Italia, e si usa per indicare quello stato di profondo malessere e disidratazione di corpo e mente, in cui si cerca comunemente di bere un bicchiere d’acqua senza possibilmente sollevarsi dalla posizione orizzontale, causato da una serata a base di alcool. Insomma, i postumi della sbornia. Ma da dove arriva di preciso il termine hangover?

A quanto sembra, il termine veniva usato in origine nelle grandi città dell’Ottocento per indicare una particolare sistemazione per la notte a basso costo, per coloro che non riuscissero a tornare a casa dopo una notte di bevute. Si trattava di stanze non riscaldate, lungo le quali venivano tese delle funi, alle quali gli uomini potessero appoggiarsi e dormire praticamente “appesi”.

Per due penny si poteva passare la notte in questi rifugi, e si poteva dunque evitare di dormire per strada, cosa abbastanza pericolosa. Le stanze in cui erano sistemate le funi non erano però riscaldate: infatti, accadeva non poco di rado, in inverno, di ritrovare qualcuno morto congelato. Nella letteratura, si trova traccia di questi “hangover” in “La pelle di zigrino” di Honoré de Balzac, pubblicato nel 1831, e nel romanzo di George Orwell “Senza un soldo a Parigi e Londra” del 1933.

Ecco il passaggio di Orwell:

“At the Twopenny Hangover, the lodgers sit in a row on a bench; there is a rope in front of them, and they lean on this as though leaning over a fence. A man, humorously called the valet, cuts the rope at five in the morning. I have never been there myself, but Bozo had been there often. I asked him whether anyone could possibly sleep in such an attitude, and he said that it was more comfortable than it sounded — at any rate, better than bare floor.”