#OPTrump: Anonymous dichiara guerra al candidato repubblicano


Se Anonymous si mette contro di te, significa che ha delle buone ragioni, che non sei una persona per bene, ma soprattutto che sei fregato.

Gli hacker attivisti responsabili di #OpISIS, la cyberguerra contro lo Stato Islamico, sono tornati con un nuovo video e un nuovo obbiettivo: fermare Donald Trump. L’idea è quella di sabotare la sua campagna elettorale con attacchi massicci e capillari al fine di mettere fuori gioco tutti i sistemi online per la diffusione della sua propaganda.

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Solito sfondo, solita maschera, messaggio diverso, anche questa volta il gruppo di attivisti ha deciso di non rimanere a guardare, e si è mostrato contrario alla campagna razzista piena d’odio portata avanti da Trump, dichiarando “guerra totale” al candidato repubblicano.

Nella chiamata alle armi [sotto il video], l’enigmatica figura mascherata afferma che “Donald Trump sta sostenendo un’imprevedibile campagna carica d’odio e che con la sua orrenda ideologia non solo ha scioccato gli Stati Uniti d’America, ma il mondo intero”.

Caro Donald Trump, ti abbiamo osservato a lungo e quello che vediamo e sentiamo è profondamente inquietante. La tua imprevedibile campagna elettorale piena d’odio e razzista non solo ha scioccato gli Stati Uniti d’America, ma il mondo intero. Dici quello che il pubblico vuole sentire, ma in realtà non lotti per nient’altro che per la tua avidità personale e per il potere.

Dobbiamo chiudere il suo sito, trovare e divulgare quello che non vuole che la gente sappia. Dobbiamo demolire la sua campagna e sabotare il suo brand. Incoraggiamo ogni hacker a partecipare a questa operazione. Questo non è un avvertimento, questa è una dichiarazione di guerra. Donald Trump – è troppo tardi ormai.

L’attacco avverrà il primo Aprile e colpirà altri siti del magnate-candidato tra cui: TrumpChicago.com, DonaldJTrump.com, Trump.com, Trumphotelcollection.com, DonaldTrump2016online.com e CitizensForTrump.com. Pare che la #OPTrump sia già iniziata e che gli attivisti abbiano già pubblicato informazioni personali di Trump e del suo staff, includendo anche il suo codice fiscale.

Trump, preoccupati meno dei messicani e più degli attacchi Ddos.