La mostra della Fondazione Prada in occasione della Biennale di Venezia


Esilio e fuga da un lato sono i temi di riflessione attorno a cui ruota Machines à penser, la mostra, ospitata da sabato 26 maggio fino al 25 novembre nella sede veneziana della Fondazione Prada, a Palazzo Ca’ Corner della Regina, in occasione della 16ma Biennale d’Architettura “Freespace”.

L’esposizione, curata da Dieter Roelstraete, parte da tre filosofi del XX secolo: Theodor W. Adorno, Martin Heidegger e Ludwig Wittgenstein per analizzare il tema degli spazi interiori ed esteriori.

Heidegger e Wittgenstein hanno cercato, verso la fine della loro vita, un luogo di isolamento intellettuale, il primo in una baita della Foresta nera, il secondo su un fiordo in Norvegia, mentre Adorno ha vissuto la condizione di isolamento a causa dell’affermazione del nazismo in Germania, prima a Oxford e poi a Los Angeles.

In mostra, fotografie, riproduzioni delle baite e dei rifugi dei filosofi, oggetti, indagini, gli archivi, le foto di Patrik Lakey, e i vasi che riproducono il profilo e le sfaccettature dei tre pensatori realizzate da Goshka Macuga. E ancora, dipinti di Gerhard Richter realizzati per la Nietzsche-House in Engadina, le stampe di Guy Moreton, che raffigurano proprio il panorama intorno alla baita di Wittgenstein a Skjolden, in Norvegia, e molto altro.