È morto a 86 anni il regista Ermanno Olmi


È morto ad Asiago il regista Ermanno Olmi. Nato il 24 luglio 1931 a Bergamo, il regista aveva 86 anni ed era da tempo malato. Lo scorso venerdì era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni ma, nonostante l’assistenza, non c’è stato niente da fare e il regista bergamasco è morto nella notte di domenica.

“Il tempo si è fermato” fu il suo primo film. Uscì nel 1958, e raccontava dell’amicizia tra due uomini che vivono in un’isolata località montana. Conteneva già molti temi tipici dei suoi più famosi, come l’attenzione per le storie di persone povere e umili, e il rapporto dell’uomo con la natura. “Il posto” del 1961, parla di un ragazzo e una ragazza che trovano lavoro in un’azienda milanese, e gli valse il premio della critica al festival di Venezia.

Dopo alcuni altri film che non ebbero successo, Olmi lavorò tra il 1977 e il 1978 a “L’albero degli zoccoli”, un film di tre ore interamente in dialetto bergamasco, ambientata a Palosco, nella campagna lungo il fiume Serio. Gli attori non sono professionisti, ma veri contadini, e il monumentale lungometraggio racconta la storia di quattro famiglie. L’albero del titolo è quello che uno dei padri taglia di nascosto per ricavarne un nuovo paio di zoccoli per il figlio. Il film ottenne un grande successo e trionfò al festival di Cannes vinse e vinse il David di Donatello.

Negli anni Ottanta Olmi dovette abbandonare l’attività di regista a causa di una malattia. Quando tornò lavorò a “Lunga vita alla signora!”, che vinse il Leone d’Argento a Venezia, e a “La leggenda del santo bevitore”, basato sull’omonimo racconto di Joseph Roth e con protagonista Rutger Hauer che vinse il Leone d’Oro a Venezia. Nel 1993 uscì “Il segreto del bosco vecchio”, basato sul romanzo di Dino Buzzati con protagonista Paolo Villaggio. Il suo ultimo film, “Torneranno i prati”, raccontava le battaglie di trincea sull’Altopiano di Asiago durante la Prima guerra mondiale.