L’intervento artistico che ha incarcerato Donald Trump nella sua Trump Tower


The People’s Prison è il titolo dell’ultimo intervento artistico eseguito dal collettivo Indecline all’interno di una delle suite della Trump Tower, il grattacielo di 58 piani, situato a New York al numero 725 della Fifth Avenue, di proprietà del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Proprio lui è l’oggetto dell’istallazione del raid artistico degli Indecline: il collettivo ha “incarcerato” il presidente in una cella costruita nella stanza.

Gli attivisti di Indecline si sono infiltrati nella camera da oltre mille dollari a notte e la hanno trasformata in una cella di prigione realizzata con muri di cemento e piena di ratti vivi, in cui in 13 artisti che hanno partecipato al raid hanno chiuso un sosia del presidente degli Stati Uniti. Ognuno degli artisti ha realizzato un ritratto di un attivista o di un rivoluzionario americano sulla bandiera, tra cui Hunter S. Thompson, Betty Friedan, Muhammad Ali, Noam Chomsky e Angela Davis.

Per realizzare l’installazione, gli artisti si sono registrati come ospiti dell’hotel, prenotando la suite per un giorno. Hanno dunque spostato i mobili, e hanno creato la prigione, in cui hanno chiuso il sosia di Trump. The People’s Prison è durata solo un giorno: al termine della loro prenotazione, gli artisti hanno risistemato la stanza e hanno lasciato la Tower come normali clienti. Il collettivo ha realizzato un video della creazione del progetto, che potete vedere di seguito.