La continua trasformazione dell’Armenia in fantastici scatti fotografici


Per il suo progetto intitolato “L’inachevé ” (non terminato), il fotografo francese Julien Lombardi ha viaggiato per tutta l’Armenia con lo scopo di catturare il costante cambiamento del paese iniziato dopo il collasso dell’Unione Sovietica. Dopo aver studiato etnologia all’università, Lombardi ha trovato la sua strada nella fotografia, focalizzandosi sulla documentazione di momenti ordinari con un approccio artistico tutto suo. I suoi lavori sono stati esibiti in diverse gallerie europee.

Per quanto riguarda il viaggio in Armenia, questo è durato due anni, dal 2012 al 2014, ma seguiamo il percorso di Julien attraverso i suoi scatti e le sue constatazioni:

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Nel mio primo viaggio in Armenia nel 2012 ho scoperto le complessità di una giovane nazione nel bel mezzo della sua crescita. La posizione geografica del paese ha limitato la formazione di un modello politico da seguire, inoltre è piccola e senza sbocchi sul mare, con rapporti controversi con certi paesi confinanti. Tutti questi fattori hanno contribuito all’isolamento armeno, obbligando chi la visita ad un confronto con la realtà di una società che sta cercando di crescere ai margini in cui è confinata, con le sue leggi e il suo concetto di tempo.

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Questa situazione è andata avanti fino a poco tempo fa. L’Armenia si trova fuori dai riflettori, infatti non esistono documenti che illustrino lo sviluppo di questa giovane repubblica e ci sono pochissime foto che lo testimoniano, molte sono state perse, altre addirittura nascoste. Si può parlare della nazione come di una “stampa nera”. In realtà tutto sta cambiando, ma non succede mai niente di definitivo, mai una scossa che dia una mossa al paese. Come si può documentare una nazione in una situazione di flusso? Fare testimonianza di una memoria che dev’essere ancora completamente formata?

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Si tratta di una sfida nuda e cruda ai limiti dell’investigazione, ma non solo, catturare un presente elusivo rappresenta una grande difficoltà per i fotografi. Il mio approccio ha lo scopo di creare un magazzino per la futura memoria del paese; colleziono frames di luoghi che potrebbero fare da sfondo per azioni che ancora non sono avvenute. La serie di scatti costituirà un documento il cui contenuto è rimasto in potenza. Le fotografie devono ancora essere sviluppate, così come il paese che le ha ispirate.

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