Intervista a Landlord, in concerto al BIKO il 21/04


Domani sera i Landlord si esibiranno sul palco dell’amatissimo BIKO di Milano, occasione ghiotta per noi per fare quattro chiacchere con loro, dopo l’uscita del loro EP di debutto: Aside.

La band, che col suo sound elettronico e le atmosfere oniriche era riuscita a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nel corso della nona edizione di X Factor, con i 5 brani contenuti in questo lavoro, creato prima del talent e mai più ritoccato da allora, ha l’opportunità di mostrarsi finalmente a 360 gradi, dando libero sfogo alla propria arte e mettendo finalmente da parte le cover. Intervista:

Se doveste definire il gruppo in quattro parole, quali sarebbero? Luca, Gianluca, Lorenzo e Francesca. Vale?

Com’è il vostro processo di scrittura, sia del testo, sia della musica? Sempre tutti insieme o singolarmente e poi unite le varie parti? Per Aside il processo di scrittura venuto prima dalla musica che dal testo. Di solito L’idea nasce da Gianluca e poi ci lavoriamo tutti insieme. Infine Luca ed io abbiniamo le parole a quello che sentiamo. Ultimamente invece abbiamo scritto altri pezzi, questa volta invece partendo dal testo. Non c’è una regola fissa..dipende dai casi.

In tutti i vostri inediti cantate in inglese e nel vostro singolo Get By avete persino un bridge in francese. Come mai questa scelta di stacco con solo due frasi in lingua inglese? In realtà è stata una scelta naturale. Mancava ancora qualcosa in quella parte strumentale così un giorno, pensando a Michelle dei Beatles ci siamo detti “ci starebbe una cosa cosi, pochi versi con quel suono, quelle parole, quella lingua.” E così abbiamo fatto.

E non avete mai pensato di scrivere in italiano? Se non un brano intero magari anche solo una parte come in questo caso? Quando tre anni fa abbiamo iniziato questo progetto istintivamente abbiamo scritto pezzi in inglese. E quella scelta non è cambiata perché sentiamo il bisogno di esprimerci così, sia per sonorità sia per sintassi che per quanto riguarda la metrica. Ma l’italiano non lo escludiamo a priori! E’ la nostra lingua madre e se un giorno sentissimo la necessità di scrivere in italiano lo faremo.

Il vostro sound, lo dite spesso, è molto diverso dalle canzoni mainstream in Italia, pensate che questo vi ostacoli nel mercato nazionale? Avete mai pensato di espandervi all’estero? Pensiamo che in questo momento nel nostro paese ci sia tanta voglia di scoprire nuovi generi e sonorità, quindi pensiamo che essere “diversi” in questo momento possa essere un punto di forza più che un ostacolo. Vedere il nostro album, un disco autoprodotto ed indipendente, nella top five della classifica iTunes, può essere visto come una conferma di questa tendenza. Una delle notizie annunciate recentemente è la nostra partecipazione allo Sziget festival di Budapest. Sarà un’ottima occasione per far sentire la nostra musica ad un pubblico internazionale. Non nascondiamo infatti, che ci piacerebbe molto uscire dai confini dell’Italia.

Qual’è la vostra canzone preferita da fare dal vivo? La canzone che preferiamo fare dal vivo, forse perché è quella che ci ha legato sin dall’inizio, è sicuramente Hidden.

Preferite esibirvi in un locale, davanti a un pubblico piccolo o nelle grandi arene come ad Xfactor? Ci piace esibirci in qualsiasi situazione. Amiamo i piccoli club perché hanno un’atmosfera intima e coinvolgente, ma nessuno di noi rinuncerebbe all’adrenalina di suonare su una grande arena.

Qual’è il primo disco che avete comprato? E l’ultimo? In realtà non so quale sia stato il primo disco che ho comprato ma ricordo perfettamente quello che mi ha cambiato la vita, Grace di Jeff Buckley. L’ultimo invece è stato un regalo. Qualche giorno fa abbiamo suonato al Velvet Club per la seconda tappa del nostro tour, condividendo il palco con Dardust. A fine concerto sono andata al banchetto per comprare il suo ultimo album, Birth, ma incontrandomi me l’ha regalato. E sono tornata a casa con quella musica a tutto volume.

Il pezzo che vi piace ma di cui vi vergognate? Beh, è un’associazione difficile.. sicuramente c’è il pezzo che ci piace di più e quello che ci sembra funzioni meno ma davvero,non c’è n’è nessuno del quale ci vergogniamo.

La collaborazione dei vostri sogni ? Se facessi questa domanda a ognuno di noi preso singolarmente ti daremmo quattro risposte diverse, ma il nome sul quale ci troviamo sempre d’accordo è uno: Bon Iver.

Il vostro piatto preferito? Piadina con squacquerone e rucola: siamo fedeli alle nostre origini, specialmente in questi casi.

Un festival da consigliare? Sziget Festival, dal 10 al 17 di Agosto. Una settimana per godersi musica e Budapest, in compagnia di artisti come Rihanna, Muse, Mo, Sigur Ros, M83… E ci saremo anche noi! Vi aspettiamo sul palco del Light Stage!