Indossa una t-shirt di un tour metal: un’insegnante lo accusa di essere un terrorista


È successo a Santa Croce sull’Arno, comune di circa 15mila abitanti in provincia di Pisa. Un ragazzo di colore era in giro per il centro con un amico, e aveva indosso una maglietta del gruppo deth metal americano Master, che nel 2006 è passato dall’Europa facendo tappa anche in Italia per promuovere l’album album “Four More Years of Terror”. Il nome del tour era “Terror over Europe”, come c’era scritto sulla t-shirt del ragazzo. Sotto al nome del tour, c’erano date delle tappe con relative città – ma questo non ve lo dobbiamo mica spiegare. Ma a questa prof sì, qualcuno avrebbe dovuto spiegarlo.

Una signora, che mi pare di capire essere anche un'insegnante, ha accusato un ragazzo che passeggiava per Santa Croce…

Gepostet von Giulia Deidda am Sonntag, 22. April 2018

La donna, a quanto pare un’insegnante, allarmata dalla scritta sulla t-shirt e dal colore della pelle del ragazzo, si è affrettata a pubblicare le foto in rete per scatenare un po’ di panico, e ci ha buttato dentro un po’ di apologia del fascismo, già che c’era, tanto per dare il tocco di classe al tutto. Pensava di aver beccato un sostenitore del terrorismo a piede libero, che se ne stesse andando orgogliosamente in giro con una maglietta che riportava I LUOGHI e LE DATE degli attentati. Cosa?

A quel punto, il sindaco di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda è intervenuta, dopo essersi semplicemente informata. Ha risposto sui social network, scrivendo:

“Una signora, che mi pare di capire essere anche un’insegnante, ha accusato un ragazzo che passeggiava per Santa Croce sull’Arno di fare apologia di terrorismo indossando una maglia nera con alcune scritte bianche. Incuriosita dalla foto pubblicata su Fb ho fatto una ricerca. La scoperta è stata straordinaria: la maglietta nera indossata dal ragazzo è di un gruppo musicale chiamato Master e quelle scritte bianche che per l’insegnante erano le date e i luoghi degli attentati altro non sono che le date del tour europeo dello stesso gruppo. Da gesti come questo, e dai commenti che ho letto al post della signora insegnante, emerge in maniera incontrastata il clima di diffidenza, di pressappochismo e di intolleranza che ormai caratterizza il nostro tempo. Conoscere è la prima regola per poter avere delle opinioni ed è questo che voglio invitare a fare: conoscere le cose nel profondo, non fermarsi all’apparenza perché l’ignoranza e il pregiudizio creano terreno fertile per contrasti sociali che possono diventare irreparabili. E un’insegnante dovrebbe saperlo.”