Graffiti cancellati al 5Pointz: 6,7 milioni di dollari ai writer per opere cancellate


È costata decisamente cara la ritinteggiatura del suo edificio a Jerry Wolkoff, proprietario del complesso 5Pointz, un gigantesco magazzino di cinque piani che occupa quasi un intero isolato di Long Island City, a New York. Il giudice federale Frederic Block lo ha infatti condannato a risarcire la bellezza di 6,75 milioni di dollari per aver cancellato, con quella mano di bianco, i graffiti di 21 graffitari tra i più celebrati della scena underground newyorkese.

E’ stato un magistrato federale di Brooklyn a emettere il suo giudizio: i graffiti, per loro stessa natura una celebrazione dell’effimero, sono arte a tutti gli effetti, protetta dalla legge degli Stati Uniti, e chi intenzionalmente li distrugge deve risarcire il loro autore. Insomma, il giudice Frederic Block ha determinato che 45 delle decine di opere distrutte avevano valore artistico.

Tutto è iniziato nel 1993, quando Jerry Wolkoff ha permesso ad un gruppo di artisti di strada di decorare le pareti esterne degli edifici con una serie di graffiti, trasformando 5Pointz in una meta turistica, e facendola diventare per quasi vent’anni il cuore della ‘street art’ della Grande Mela. Oltre ad aver dato una spinta alla trasformazione di tutta Long Island City, oggi diventata un vivace quartiere residenziale di New York.

Il proprietario del 5Pointz aveva acettato di far dipingere il magazzino agli artisti, dando come unica regola quella di evitare religione, politica e sesso nei loro lavori. Aveva però poi deciso di demolire il magazzino, per farci una zona residenziale di lusso. Erano falliti sia il tentativo degli artisti di far riconoscere il luogo come un museo che quello di acquistarlo e nel novembre 2013 Wolkoff aveva fatto ridipingere il luogo, cancellando ogni opera che vi si trovava. Ora deve dai 75mila dollari al milione a ognuno degli artisti.