La color palette dei film di Sofia Coppola



Nel film d’esordio di Sofia Coppola, “Il giardino delle vergini suicide, del 1999, con Kirsten Dunst e Kathleen Turner, i suoi toni slavati e le tonalità chiare e desaturate ricordano l’estetica degli anni ’70, simile alle atmosfere delle fotografie istantanee.

Il giardino delle vergini suicide

“Lost in Translation”, del 2003, forse il suo film più famoso è ben lontano dalle atmosfere eteree e oniriche. Nel film, spiccano i colori della città che riflettono la vibrante capitale del Giappone, e la sua vita notturna. Il suo film del 2010 “Somewhere” è quasi un omaggio allo stile del fotografo David Hockney – in particolare le sue sfumature di rosa, verde e blu.

Bling Ring

Ci sono anche colori spenti, grigi e neri, per mostrare i brevi periodi di depressione del protagonista. “Bling Ring” ha la tavolozza più accesa tra i film di Coppola: basato su una storia di vita reale di adolescenti ossessionati dalla celebrità che irrompono e entrano in case di idoli a Hollywood, colori metallici e neon, insieme a rosa shocking.

Somewhere

Infine, l’ultimo film di Coppola, “L’inganno,” è fatto di tinte di seppia, tonalità pastello, immagini “polverose”, che descrivono l’atmosfera di una grande villa del sud degli Stati Uniti, immersa nel silenzio, mentre fuori è in corso la Guerra civile.

L’inganno

Lost in Translation

Lost in Translation