Due chiacchiere con Alessandro Paglia e la sua arte iperrealistica


Qualche giorno fa vi parlavamo di Alessandro Paglia e delle sue opere iperrealistiche realizzate soltanto con una penna nera. Il risultato è davvero impressionante e abbiamo deciso di intervistare l’artista residente a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Perché aver scelto questa tecnica Pen and Ink Drawing*? (*si può chiamare “Penna tecnica su carta”)

Ho sempre disegnato a penna in bianco e nero, da ragazzo realizzavo strisce o singole illustrazioni di fumetti “dark” in stile Dylan Dog, di cui ero un grande lettore. Usando la matita si ottengono sfumature molto morbide e neri non molto intensi. L’uso della penna, con punte di varie dimensioni da 0,1 a 0,8 mm, permette di riempire gli spazi con una texture ricca, con sfumature più vivide e grafiche, e nell’insieme di ottenere un nero molto intenso grazie a cui i contrasti e i giochi di luce escono molto bene. La superficie ruvida della carta da acquarello accentua ancora di più questo effetto. Mi piace notare che chi guarda un mio disegno di solito non resiste e si avvicina fino a pochi centimetri per capire come è fatto.

Qual è il tuo background artistico, il tuo percorso creativo?

Di formazione sono un designer, gli oggetti mi hanno sempre attratto. In effetti sono passato dal progettare gli oggetti a disegnarli, per qualche ragione non riesco a liberarmene, sono ispirato dalle storie che raccontano, dalla loro personalità e dal mondo che nascondono. Normalmente non mi limito a riprodurre un oggetto ma con interventi semplici sull’oggetto stesso, come ad esempio una verniciatura particolare, una deformazione, l’accostamento ad altri oggetti ecc, voglio ottenere una sorpresa, un “twist” sulla storia che quell’oggetto racconta. Mi piacciono in particolare soggetti contemporanei e pop, immagini con cui abbiamo familiarità e che aumentano l’effetto sorpresa quando li ritroviamo in un contesto nuovo. Scelto il soggetto, realizzo qualche decina di scatti fino a ottenere quello perfetto come composizione, contrasti, luci ed ombre. A quel punto, disegno.

Quanto ci metti per realizzare un’opera?

La mia tecnica è semplice ma abbastanza laboriosa. Con la penna, molte penne in realtà per ogni illustrazione, disegno il soggetto sovrapponendo uno strato sopra l’altro di linee caotiche, fino a che ottengo le giuste sfumature anche nei più piccoli dettagli. Escludendo la parte di ricerca e di fotografia, ogni illustrazione richiede da 50 a 250 ore di lavoro.

Quale sono le tue influenze? Segui qualcuno in particolare?

Seguo il lavoro di molti artisti e questa è sicuramente una fonte di ispirazione continua e utile. Ma in realtà sono onnivoro, come un pescatore sul fiume guardo distrattamente tutto quello che mi passa davanti, sia su internet che nella vita reale, magari per giorni senza che succeda niente fino a che improvvisamente il filo tira e un’idea si fa avanti. Tengo gli occhi aperti anche sulle cose più insignificanti, l’insegna di un negozio, il packaging del cibo a domicilio, un tombino per strada. Molto spesso sono le cose con cui mi scontro casualmente che mi danno degli spunti. Su internet seguo soprattutto magazine di cultura visiva e design come This is colossal, Design Boom, Wallpaper, It’s Nice That, Yatzer.

Ci consigli 3 account Instagram da seguire assolutamente?

Anche su Instagram vedo un po’ di tutto ma tre account a cui non vorrei rinunciare sono Daniel Arsham (@danielarsham), un artista – tra l’altro daltonico – di New York che realizza sculture e installazioni spettacolari, Alexa Meade (@alexameadeart) che ha inventato un genere dipingendo direttamente sui modelli dando l’illusione che siano dipinti bidimensionali, e Tony Futura (@tonyfutura) che realizza montaggi e immagini virtuali ironiche e dissacranti.

Progetti per il futuro?

Sto lavorando per esporre in luoghi inaspettati e in modi non convenzionali, potrei dire “pop-up”, mi piace l’idea delle opere fuori dalle fiere e dalle gallerie. Vorrei anche fare qualche nuovo esperimento con la mia tecnica, senza snaturarla ma ad esempio aggiungendo colori di accento su piccoli dettagli o usando materiali come la foglia d’oro. Mi piacerebbe anche fare dei lavori di grandissime dimensioni, davvero spettacolari.

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Une photo publiée par Alessandro Paglia (@alessandropaglia) le

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