L’arte di Diego Cusano, il ricercatore di fantasie: un tuffo nella creatività made in Italy


Oggi dedichiamo un articolo a Diego Cusano, un artista che è riuscito a emergere unendo la realtà in cui vive, quella del quotidiano e degli oggetti da cui è circondato, con la sua realtà artistica, il modo in cui lui vede il mondo. La sua creatività infatti, il tocco artistico che lo contraddistingue, riguarda l’incontro dei suoi disegni con oggetti di uso comune. Vogliamo condividere con voi l’intervista che ci ha gentilmente concesso, permettendovi di entrare nel suo universo di fantasie e conoscerlo meglio.

Ciao Diego! Innanzitutto grazie ancora per l’intervista, qui al Darlin siamo sempre interessati agli artisti. Iniziamo da te, la tua creatività è una dote innata. Da cosa è iniziato questo tuo progetto artistico e com’è nato il nome “ricercatore di fantasie”?

Ero alla ricerca di un soggetto per il video lyric di una canzone pop che ho prodotto. Non volevo cadere nel banale e quindi per 5 mesi ho cercato un mezzo per esprimere il senso della canzone attraverso l’immagine. Sono cresciuto nel disegno completando tutti gli studi artistici (dall’Istituto d’Arte fino al triennio e biennio specialistico in Grafica d’Arte) e nella musica, quindi ho voluto unire questi due aspetti all’interno del video lyric, e nel Novembre 2014 ho iniziato a sperimentare questo modo di vedere e disegnare la realtà. Da quel momento ho deciso di definirmi “ricercatore di fantasie” per il semplice fatto che ogni giorno ricerco un oggetto e lo contestualizzo dentro la mia realtà, all’interno della mia fantasia.

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Pensi prima alla parte disegnata o all’oggetto?

Prima all’oggetto. L’oggetto mi dà l’input, mi dà il via per poter creare l’illustrazione.

Ti capita mai di aprire il frigo, vedere cos’hai e decidere come potresti utilizzarlo oppure l’idea ti viene pensando al tutto nel suo insieme, e dunque è più premeditata piuttosto che mera sensazione?

Ogni giorno! Il frigo è come la lavatrice quando fa la centrifuga, ti imbamboli davanti all’oblò, dici “waooo” perchè vedi mille colori che girano e immagini che aprendolo potresti entrare in un’altra dimensione (sono lucido, non ho bevuto e non ho fumato niente). Così è per me il frigo, ci immagino tantissime illustrazioni. Di solito punto sui prodotti da Maggio a Ottobre, anche se l’idea arriva sempre in base a come mi sveglio la mattina. È come il caffè, una piacevole abitudine. Niente è premeditato, tutto è naturale e spontaneo quando lo fai per passione!

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Hai un cibo che prediligi e che stimola particolarmente la tua fantasia?

La pasta, la pasta e la pasta! Perchè è calda, è gialla, è buona, è il simbolo culinario italiano, anche se la mangio poche volte perché mi scoccia dover aspettare quei 10-15 minuti per la cottura. Grazie alla pasta ho creato delle combinazioni molto belle, tipo la criniera di un leone, i capelli di una modella, il guscio di una lumaca…

Per ogni singola illustrazione fai più prove con oggetti diversi o quando ne scegli uno sai che è quello giusto e basta?

In questi ultimi 10 anni ho fatto delle scelte assurde perché ero indeciso, un po’ come ogni essere umano. Quando mi succede, so che l’oggetto è quello giusto, è tipo un sesto senso ecco, è come un colpo di fulmine!

Qual è stato il disegno più complicato da creare o il cibo più difficile da adattare?

Mah, ad essere sincero non ho mai avuto un problema con l’adattamento del soggetto perché quando nasce un’idea, una vera idea, sei capace di realizzarla in qualunque modo senza ostacoli.

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Ti ispiri a qualcuno per la tua musica o per i tuoi disegni?

Per la musica ho come punto di riferimento David Bowie, il camaleonte, poi penso a De Andrè, subito dopo ai Joy Division, ad Amy Winehouse, oppure cerco l’energia di Janis Joplin. Da questi grandi artisti musicali cerco una piccola sfumatura per poter completare una canzone. Mentre per i disegni cerco sempre di reinventarmi. Di solito per le illustrazioni che pubblico ogni giorno non mi ispiro a nessuno, invece, quando mi contattano le aziende per collaborazioni e progetti cerco sempre di avere input dalla pittura, dalla letteratura, dal cinema. L’ispirazione è un mezzo molto particolare, a volte se non sai come utilizzarla ti ritrovi a creare cose che già sono state realizzate in passato quindi potresti risultare banale e da rottamare.

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Abbiamo quasi finito! Il contrasto tra il colore dell’oggetto che usi e l’illustrazione in bianco e nero risalta particolarmente, sembra che sia la linea artistica che prediligi. Hai mai pensato di colorare i tuoi lavori oppure quel contrasto è un mezzo per esprimere qualche concetto?

Assolutamente no, il colore è per il cibo o gli oggetti, mentre il disegno deve essere bianco e nero. Ultimamente sto applicando uno sfondo monocromo, tipo blu, azzurro, nero, una sola volta rosso, ma colorare i soggetti risulterebbe pacchiano e kitsch. A volte è meglio sottrarre che aggiungere. La caratteristica che mi contraddistingue rispetto ad altre persone che “si esprimono nel mio stesso modo” è proprio quello di realizzare il disegno in B&W.

Infine gli abbiamo chiesto un disegno, e ci ha regalato uno splendido struzzo-finocchio. Voleva dirci qualcosa? Grazie Diego da parte di tutto il Darlin!

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