Un Keith Haring nascosto in un appartamento di studenti a Milano


Lo hanno definito un “esercizio di bottega”. Potrebbe esserci la firma di Keith Haring sulle pareti di un appartamento a Milano, di proprietà della famiglia Moratti, affittato a studenti e a ricercatori per brevi periodi. Si tratta di un locale estremamente particolare, ricco di murales sulle pareti, risultato del passaggio di numerosi artisti da quelle stanze alla fine degli anni Ottanta quando l’appartamento – originariamente di proprietà del Comune di Milano – era occupato da un gruppo di ragazzi dei centri sociali.

Percorrendo via Laghetto, proprio di fronte alla Statale, c’è un palazzo di due piani, con le persiane colorate. Al pianterreno un bar con la libreria. Dal locale, attraverso una stretta porta di legno si accede alle scale di pietra che portano all’appartamento. Su ogni piano, pareti affrescate da motivi di tutte le epoche. E tra la cucina e il ballatoio, si apre una stanza piena di disegni. Tutto è coperto da motivi geometrici blu che ricordano lo stile di Haring.

Si tratterebbe, però, soltanto di una punta di un iceberg: in giro per la città meneghina, infatti, dovrebbero essere nascoste altre tracce del passaggio di Haring. Oltre alle opere “ufficiali”, quelle effettivamente attribuite all’artista statunitense, ci sarebbero tantissimi casi di graffiti nascosti al grande pubblico che aspettano solo di essere riportati alla luce.

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