Quattro chiacchiere con Calcutta


Viene da Latina e sta girando tutt’Italia divulgando il suo Mainstream, album in cui con un cantautorato eccellente ti catapulta nel pieno centro di Latina fino ad arrivare a Pomezia.

Lui è Calcutta un ragazzo di 26 anni semplice e genuino, a detta di alcuni amici “un ragazzone sopra le righe”.

Da Gaetano a Frosinone , al nome Calcutta uscito a caso in una serata tra amici, lui è come lo sentite nelle sue canzoni, nei suoi testi.

E se ancora non avete ancora sentito parlare di lui collegatevi immediatamente a YouTube e ascoltatevi qualche suo pezzo con in sovraimpressione un simpatico ragazzone con gli occhiali.

Davanti ad un coca&jack ci siam fatti quattro chiacchiere prima del suo concerto allo storico Lio Bar di Brescia.

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Ciao Calcutta, presentati ai nostri lettori.
Chi sei? Da dove vieni?

Sono Edoardo, in arte Calcutta, e vengo da Latina.

Parlami di te. Da cosa nasce il tuo lavoro, la tua idea? Quando hai deciso di diventare un cantautore?

Io scrivevo le canzoni in italiano con i miei amici per ridere e per scherzare, poi in due anni siamo finiti così però non l’ho mai considerato una cosa della serie “Sono un cantautore” fino ad ora. Adesso per forza di cose devo cominciare ad abituarmi a quest’idea, e per adesso ci sto riuscendo.

Qual è l’artista, il disco che non deve mai mancare nel tuo iTunes?

Ah un disco che non può mancare, è difficile ma direi RAM di Paul McCartney.

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Ho visto che tutti, tra cui molti altri artisti stanno parlando molto bene di te. Come ci si sente a esser sulla bocca di tutti questi grandi nomi? Sotto i riflettori insomma.

Ci si sente bene ma anche un po’ male perché c’è comunque sempre la consapevolezza di essere abbastanza “scarsi” e quindi non poter tenere la botta di sta cosa a lungo, perciò finché la gente ancora pensa che ‘nsomma sono in grado di fare qualcosa me la godo, poi tanto il prossimo disco tutti quanti capiranno che era una boutade.

Come stai vivendo questo successo? Com’è cantare davanti a migliaia di persone? Anche in base alla tua ultima esperienza con Niccolò Contessa de I Cani.

E’ strano e diverso per me, pensavo fosse un po’ mortificante all’inizio ma poi, in realtà, giovedì ho suonato a Lugano davanti ad un bel po’ di persone chitarra e voce, perché il mio bassista ha la febbre, ed è stato bello. Magari  prima mi divertivo un po’ di più comunque in generale, cioè questo è un dato, e non dipende dalla band, dalle migliaia di persone o dalle poche, ora in ogni caso forse ora ho bisogno di nuove canzoni, di nuovi stimoli, di nuove cose, di fare cose che mi divertono.
Però in ogni caso da un lato il divertimento un po’ viene a mancare, anche se poi quando le persone cantano insieme a te ti diverti insieme a loro, perché fa ridere e tutto.
Però sul piano dell’emozione invece ancora queste canzoni reggono abbastanza la botta, cioè riesco ancora a sentirle minimamente.

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La tua immagine di copertina recita “Mainstream” con un’originale font bomboletta di Paint, nome del tuo ultimo lavoro. Tu stesso hai affermato proprio di voler fare un album mainstream. Senti di esserci riuscito? Specialmente nel mondo hipster. Il che è anche un controsenso, no?

Guarda io dico un botto de cazzate. Anche Luca Carboni se ci pensi era un hipster, uno dei primi.

A livello di Hype come stai messo?

Sto bene, c’ho pagato il casello oggi. Coi punti hype.

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Tu vieni da Latina. Terra che ha dato anche i natali a Tiziano Ferro. Siete amici? Vi conoscete? Avete gli stessi interessi?

No, cose insieme no. (ndr, categorico)

Hai mai passato una serata al 24000 baci?

Una volta ad una festa di compleanno, bello un po’ tamarro.

due o tre minuti di chiacchiere inconsistenti sulla bellezza della provincia di Latina

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Abiti ancora nella tua città o per lavoro ti sei spostato in zone diciamo più centrali?

Sto prendendo casa a Roma mo’

E a Roma qual’è il bar in cui ti senti a casa tua?

Dal Verme, un locale di amici al Pigneto. 

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I tuoi testi sono originali, poetici e spietati. Da dove ti vengono? Da cosa trai ispirazione?

Boh dalle cose che mi succedono, vengono da qua, prendo ispirazione dalla vita alla fine.

Voglio la sciarpa Mainstream. Me ne procuri una autografata?

Ce possiamo provare dai ( ndr, grazie <3 )

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Come passi una tua giornata tipo? Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Scrivo canzoni anche perché è un po’ di tempo che non mi esterno dal mondo della musica

(ndr, voci fuori campo dicono che imiti Ramazzotti)

Dove ti vedi tra 10 anni? Sul palco dell’Ariston magari? 

Sarò in decomposizione credo. No, non lo so che succede tra 10 anni, spero di avere una moglie, dei figli.

Con chi ti piacerebbe duettare sul palco?

E con chi c***o posso duettare io? Categoria morti sarebbe figo un duetto con Franco Califano.

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Foto di fine intervista tra l’autore e Edo aka Calcutta, dopo svariate birrette e Coca&Jack. Il commento alla foto era qualcosa tipo “Porc**** e non ricordo il resto ma tutto ok.

Poco dopo ha iniziato il suo concerto e ha spaccato tutto.

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