Oggi festeggiamo 45 anni di Arancia Meccanica


Un anniversario importante per la storia del cinema italiano: quarantacinque anni fa usciva infatti Arancia Meccanica. La pellicola fa il suo debutto a New York, è la prima assoluta per il film di Stanley Kubrick che sarebbe uscito in Gran Bretagna, dove è stato girato, un mese dopo, il 13 gennaio del 1972, e in Italia solo a settembre di quell’anno.

Tratto dall’omonimo romanzo di Anthony Burgess, del 1961, il film ha come protagonista Alex DeLarge (interpretato da Malcolm McDowell), un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l’Ultraviolenza, Beethoven e la musica classica. Insieme ai suoi tre drughi – Pete, Georgie e Dim – si diverte a pestare, stuprare, rapinare ed esercitare qualsiasi forma di violenza gratuita su vittime innocenti.

Se è vero infatti che ebbe fin da subito un successo mondiale, ricevendo ben quattro nomination agli Oscar del 1972 e tre ai Golden Globe ed è stata inserita nella lista dei cento migliori film britannici del XX secolo, è indubbio che è quella che ha creato anche più problemi al suo regista. Il film infatti fu spesso indicato come vero e propria spinta all’emulazione, tanto è vero che lo stesso Kubrick lo ritirò dalla distribuzione dal 1973 e fu rimesso in circolazione solo nel 2000, un anno dopo la sua morte.

Il regista è contro la violenza e i suoi drughi sono l’emblema di una società che è potenzialmente avviata verso lo sfaldamento, l’annullamento dato dall’assuefazione attuata dai mass-media, l’ottenimento di tutto quello che si vuole tramite la violenza, fisica e piscologica. Kubrick mette in mostra tutti questi problemi senza fornire soluzioni e fondamentale per il suo messaggio è il fatto che la personalità di Alex resterà alla fine immutata, passando da folle e violento a vittima e marionetta nelle mani del “potere”.