Damian Marley trasforma una prigione in una piantagione di weed


Cento posti di lavoro “per dare una speranza in una zona ad alto tasso di disoccupazione per un giro d’affari di oltre cento milioni di dollari l’anno. Tutto grazie alla marijuana. A gettarsi nel business dell’erba “libera” è Damian Marley, cantante reggae figlio del mitico Bob che ha dato vita, insieme alla Ocean Grown Extracts, a un progetto per l’apertura di una coltivazione di cannabis all’interno dell’ex Claremont Custody Center.

Il progetto è incentrato sull’acquisto dell’ex prigione Claremont Custody Center, a Coalinga, concluso per la somma di 4,1 milioni di dollari. A pieno regime l’attività dovrebbe dare vita a circa 100 posti di lavoro in una regione peraltro piagata da una forte crisi occupazionale; inoltre porterebbe nelle casse dell’amministrazione locale circa un milione di dollari all’anno in tasse, stando a quanto riporta “Billboard”.

Oltre che di un business, si tratta di una precisa presa di posizione nei confronti di quanti ancora condannano il consumo di marijuana. Eloquente, in questo senso, quanto dichiarato dallo stesso Damian in un’intervista al Guardian: “Voglio far crescere erba in un luogo che fino a pochi anni fa era usato per ospitare persone arrestate a causa dell’erba. Tante persone – ha spiegato il cantante – hanno sacrificato parte della loro vita perché chiusi in prigione per storie riguardanti l’erba. Ora trasformiamo uno di questi luoghi in un posto dove far crescere una pianta che ha scopi terapeutici e ispira la gente“.

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