Stanchi, scambiano bambini adottati su Internet


Il capitalismo e i suoi eccessi! Dopo la moda dell’adozione di bambini, arriva la moda di scambiarsi i piccoli adottati. No, non è una cazzata inventata da Darlin’, ma un sondaggio inverosimile realizzato dalla giornalista Megan Twohey.

In un reportage interattivo, la giornalista parla di una rete di gruppi su Facebook e Yahoo! che consente ai genitori americani stanchi dei loro bambini adottati di darli ad altre famiglie, in maniera illegale.

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Questa pratica ha il nome di “private re-homing”, cambiamento di casa privata, ed è ispirata direttamente al mercato degli animali domestici. Però in questo caso, si tratta di sostituire un essere umano. Alcuni annunci sono incredibili: “Odiamo questo bimbo di 11 anni originario del Guatemala”.

L’indagine parla del caso di Quita, una giovane liberiana. La coppia Puchalla, che l’aveva adottata, ha trovato per lei nuovi genitori in soli due giorni su Internet dopo aver deciso di abbandonarla. Solo che gli Eason, la coppia a cui hanno affidato la bambina con un unico atto notariale, era ben nota ai servizi di adozione. Erano infatti soggetti a gravi problemi psichiatrici, con tendenze violente e i loro due figli biologici erano stati portati via da loro un paio di anni prima. Inoltre erano stati accusati di abusi sessuali su minori durante baby-sitting.

Durante la sua prima notte dagli Eason, Quita è stata pregata di dormire nuda nel letto coniugale. Pochi giorni dopo, la nuova “famiglia” è andata via senza lasciare tracce, per poi  essere catturata qualche settimana dopo dalla polizia. Rovescio della medaglia, la polizia ha riportato la ragazza … dai Puchalla, i genitori adottivi che l’avevano abbandonata.

UNE SOLUZIONE PIÙ ECONOMICA RISPETTO ALL’ADOZIONE CLASSICA

L’analisi realizzata da un gruppo Yahoo! che si dedica a questo problema sociale ha dimostrato che circa 261 bambini sono stati scambiati negli ultimi cinque anni, tutti tra i 6 e 14 anni, la maggioranza dei quali erano stranieri.

Per la maggior parte delle famiglie desiderose di adottare, questa soluzione ha il vantaggio di essere molto meno costosa di un’adozione legale, che può ammontare a qualche decine di migliaia di euro. “Se non vuoi pagare 35.000 € per un bambino, devi cogliere l’occasione”, spiega la signora Eason.

Dopo questa indagine, tutti i gruppi di Yahoo! identificati da Reuters sono stati cancellati, ma Facebook ha rifiutato di fare lo stesso sulla propria rete. Il motivo: “Internet è un riflesso della società e la gente lo usa per ogni tipo di comunicazione e per risolvere qualsiasi problema”. Agghiaciante.

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