Risvegliato da un coma, si ricorda solo le lyrics di Gianni Celeste


Un fan di Gianni Celeste in coma dal 2007, dopo aver assistito al concerto del cantante siciliano a Roma, si è risvegliato nell’ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina lunedì scorso dopo 6 lunghi anni. Un fatto di cronaca banale che ha preso un’altra dimensione quando le prime parole rivolte all’infermiera di turno sono state: “Senz e te nun pozz sta’..pkke’ tu m’appartien..”.

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La storia di Bruno Caterina, 45 anni, inizia più di 20 anni fa quando scopre una passione per Gianni Celeste dopo aver comprato casualmente un suo vinile al mercato di Aosta. Da lì in poi il cantautore siciliano diventa quasi un’ossessione per il contabile di una storica latteria che opera in Valle d’Aosta. Una camera riempita di posters, una collezione impressionante di dischi e un frigo coperto di biglietti di concerti passati. Una bella storia diventata una tragedia per Bruno quando nel 2007 si reca ad un concerto al Tendastrice di Roma. Dopo quasi un’ora e mezzo di show, un pò per il caldo, un pò per la folla e soprattutto per tutto l’entusiasmo che ci ha messo, il fan sviene e non si sveglia più fino a lunedì scorso.

L’infermiera di notte

“Dopo 6 anni di coma, è difficile prevedere il risveglio di un paziente, non sappiamo mai cosa può accadere, nè in che stato mentale si troverà la persona dopo 6 anni di inattività cerebrale”, precisa il dottore responsabile del reparto al Fatebenefratelli. “Facevo il turno di notte e stavamo chiaccherando sul matrimonio di Belen Rodriguez quando all’improvviso è suonato il campanello di Bruno. Sono arrivata di corsa e dopo aver bisbigliato il ritornello del brano ‘Te voglio bene’ mi ha detto: “Scusami se t telefon a chest’ora ma sultant tu mu può capì è scuppiat a guerr rint o’ cor e sto’ murenn”, racconta l’infermiera di notte che lo assistiva quotidianamente.

Dopo giorni di accertamenti, i medici responsabili sono giunti alla conclusione che il povero Bruno non è più in grado di formulare ed esprimere frasi sensate ma riesce soltanto a parlare usando i testi delle canzoni di Gianni Celeste in un napoletano perfetto. “L’infermiera di notte ca fa’ o’ turn pe’ mme e chistat pe’ forz no vò fa sapè nun s’ ‘mport e’ mia mogli’ e sta tentand ogni strad pe’ m conquistà”, ha ringraziato il contabile alla sua uscita dell’ospedale. Bruno ha pubblicamente dichiarato quanto fosse stata importante la presenza di sua moglie al suo fianco, per aver sempre creduto nella sua ripresa e per non aver mai perso la speranza e la fede: “Te lo giuro io rinuncerei a qualunque cosa pe t’a ve proprio niente e cchiu prezios’e te tu chiu rara dei diamanti si a cchiu bella miezz a tutt’e femmene”. Una condizione però molto penalizzante nella vita quotidiana e sul suo posto di lavoro dove può soltanto utilizzare un vocabolario ristretto. Questo infatti ha confermato l’addetta alla mensa, stanca delle solite ordinazioni che Bruno è costretto a fare ogni giorno per colpa dei testi di Gianni Celeste: “Me vulisse fa mangià? Forza di verdure, il petto di pollo, ma io che me n’aggia fa?”.  Dal 2007, Bruno mangia sempre le stesse cose ad ogni pasto.

Un caso che ha avuto anche un riscontro mediatico sul lato giudiziario perchè gli avvocati del cantante siciliano hanno chiesto un risarcimento per l’utilizzo dei diritti d’autore all’impiegato valdostano: “Bruno Caterina sta creando un caso particolarmente difficile che potrebbe fare giurisprudenza. I testi di Gianni stanno diventando di uso comune fra una cerchia sempre maggiore di persone e questo implica il versamento di royalties all’autore per l’utilizzo di creazioni protette da un copyright”. Una posizione completamente assurda secondo l’entourage di Bruno che da parte sua non vuole dramatizzare sull’accaduto: “Na cumpagnia da toij me l’ha ditt ca tu, mo l’hai cu mme, te l’ho detto un milione di volte è finita con me. Tra noi c’è già stata una storia d’amore se è finita è solo colpa tua che mi hai fatto del male”.

Un corso di formazione su Gianni Celeste?

Il sindaco di Aosta sostiene il cittadino e assicura che gli impiegati dell’amministrazione pubblica della città stanno imparando i testi più famosi del cantante per poter aiutare Bruno in caso di necessità. Il rappresentante ha anche aggiunto: “Vogliamo essere vicini a Bruno, ma speriamo solo che non accada la stessa cosa a Elida, la nostra responsabile del fan club ufficiale di Gigi d’Alessio”.

Da Aosta, Fausto Ballestra.

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