Daft Punk – RAM – La nostra recensione


Recensione di Random Access Memories, il quarto album dei robot francesi Daft Punk in uscita il 2& maggio.

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Un influente manager americano dichiarava ultimamente che non aveva mai visto un lancio discografico così ben gestito come quello di Random Access Memories dei Daft Punk che uscirà il 20 maggio. Semplice operazione marketing sapientemente orchestrata oppure opera musicale di qualità ? Darlin’ Magazine ha ascoltato i brani in esclusiva per voi e tenterà di darvi una risposta.

Non abbiamo paura ad affermarlo subito, Random Access Memories rimarrà sia nella storia del marketing che in quella della musica. Con 13 brani, Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homen-Christo ci riportano indietro alle origini della musica elettronica a base di funk. Daft Funk: il futuro. Tra vita familiare a Parigi e i loro studio di Los Angeles, il duo si è ispirato a questi due ambienti per realizzare il loro quarto album in 16 anni (escludiamo volontariamente la colonna sonore di Tron).

Sensuale e a volte addirittura sessuale, Daft Punk si rinnova completamente, lontano dai suoni saturi e triturati di Rollin’ & Scratchin’ o dei samples che hanno disegnato il loro successo.

Un casting favoloso al quale potevamo essere riluttante, visto che i featuring si rivelano spesso senza alcuno spessore. I Daft Punk sono riusciti ad ottenere il meglio dai loro collaboratori, lasciandogli un ampio margine di manovra.

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In apertura dell’album, Give Life Back To Music rivela immediatamente l’ambizione del duo francese: ritrovare un qualcosa di organico nella loro musica. Velocemente le lastre luminose si illuminano, come in «Billie Jean», e Daft Punk lo grida come nel 2005 quando annunciavano il ritorno dei suoni pesanti e compressati (da Boys Noize a Justice): questa volta il funk ritorna sul palcoscnenico! Un Funk rielaborato, ispirato, immaginato nei loro caschi con tanto di bassi e melodie futuristiche, e un tocco delizioso da parte di Nile Rodgers.

In seguito, The Game of Love, lenta litania cantata, ideale da sentire al volante di una macchina in una notturna città americana. Lacrime agli occhi. Il titolo precede quello più eccentrico dell’album. Prendete Scorsese, Coppola, Lynch, metteteli in un mixer ed ecco : Giorgio by Moroder. Dieci minuti d’intervista al padrino della musica elettronica a cui i Daft hanno catturato la voce con tre microfoni di tre epoche diverse che si sovvrapongono nelle nostre orecchie a temi potenti.

Nessun compromesso, nessuna adulazione per la radio: i brani durano a volte più di 7 minuti, in cui fanno cantare Julian Casablancas in un registro diverso (Instant Crush) o dove Pharell Williams diventa uno tosto tipo Rocky su Lose Yourself to DanceGet Lucky, che ascoltiamo già ripetutamente, diventa un’anteprima ridimensionata. Totale libertà su Beyond che assaporiamo come il sequel di Veridis Quo (Discovery, 2001), ma anche su Motherboard, a metà tra Throbbing Gristle, Pharanoah e Moroder.

Si risente l’eredità di David Bowie su Touch, poi direzione California con Fragments of Timecantata da Todd Edwards (così come Within), un pezzo che ci ricorda, semmai l’avessimo dimenticato, che i Daft sono amici con Phoenix.

Altro featuring di qualità su Doin’ It Right che allontana Panda Bear a milioni di kilometri da Animal Collective. Splendidi, i cuori di robot che si mischiano con un groove mai ascoltato prima, e Random Access Memories riesce ad affascinarci fino a Contact, finale che conclude in modo magistrale sicuramente uno dei migliori album del 2013.

Passato, presente e futuro riuniti in Daft Punk, ovvio.
DAFT PUNK – RANDOM ACCESS MEMORIES TRACKLIST

  1. “Give Life Back to Music” (featuring Nile Rodgers)
  2. “The Game of Love”
  3. “Giorgio by Moroder” (featuring Giorgio Moroder)
  4. “Within” (featuring Chilly Gonzales)
  5. “Instant Crush” (featuring Julian Casablancas)
  6. “Lose Yourself to Dance” (featuring Pharrell Williams and Nile Rodgers)
  7. “Touch” (featuring Paul Williams)
  8. “Get Lucky” (featuring Pharrell Williams and Nile Rodgers)
  9. “Beyond”
  10. “Motherboard”
  11. “Fragments of Time” (featuring Todd Edwards)
  12. “Doin’ It Right” (featuring Panda Bear)
  13. “Contact” (featuring DJ Falcon)

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