Gattini e raggi laser al servizio del crowdfunding di Valigia Blu


Da ben cinque anni ormai i ragazzi del collettivo digitale Valigia Blu hanno fatto dell’attivismo e del giornalismo indipendente il fulcro del proprio impegno civico. La loro costante opera di approfondimento dei temi più pressanti del discorso politico attuale è ammirevole; debunking, fact-checking, analisi scrupolose di macro-temi politici e sociali sono il fondamento del loro quotidiano sforzo di informare il pubblico nella forma più cristallina e giornalisticamente integra possibile.

Il loro motto è: “Senza editori, senza pubblicità. Per i lettori, con i lettori. Semplicemente giornalismo”. Tra i loro obiettivi principali vi è l’intento di stabilire con il lettore un rapporto equilibrato, bilaterale e di costante dialogo, in un deciso contrasto con i toni e le posizioni assunti dalle testate tradizionali nel corso degli ultimi anni. Il loro atteggiamento nei confronti di queste ultime non è tuttavia di aperto antagonismo. Come riportato nella descrizione dell’iniziativa riportata sulla pagina di crowdfunding, aderiscono alle parole di Jeff Jarvis: “Cover what you do best and link the rest”. Le altre testate non sono dunque rivali, ma alleati in una missione informativa del lettore che sempre rimane e rimarrà priorità assoluta di Valigia Blu.

In quest’ottica e con questa dichiarazione d’intenti ben chiara in testa prima della stesura di ogni pezzo, il collettivo Valigia Blu ha trattato, per citare solo alcuni esempi, della liberalizzazione della cannabis, del processo a Erri De Luca e dei diritti gay. Una parte infinitesimale della loro opera di reale informazione del lettore, compiuta quasi sempre muovendosi in aree tematiche controverse e proprio per questo più bisognose di liberi spazi di approfondimento.

E per quanto tutto ciò che ho appena descritto venga già fatto da tempo in maniera impeccabile, i cervelli che nutrono questo collettivo hanno pensato che l’opera finora svolta non fosse ancora abbastanza. Servono risorse per alimentare in maniera adeguata l’iniziativa ed estenderne la portata: personale che vi si dedichi a tempo pieno, approfondimenti video, sviluppo di nuovi formati che esplichino in maniera limpida le singole tematiche.

La pagina dell’iniziativa crowdfunding la trovate qui, quest’ultima spiegata in termini molto più dettagliati e precisi di quanto abbia fatto io, e sono sicura che una volta letto anche solo un decimo di quanto vi è riportato (era internet, margine d’attenzione minimo, bla bla bla) non esiterete a lasciare un vostro contributo. Fatelo, se non altro, per amore del vero giornalismo e della libera circolazione di informazioni.

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