La storia della donna più brutta al mondo in un film


La vostra mutazione genetica vi rende uniche”, spiega il dottore in abito bianco. “Preferirei parlare della mia differenza, piuttosto”, risponde Lizzie Velasquez, una ragazza che soffre di una sindrome molto rara che incide sul suo aspetto fisico e la spinge a mangiare costantemente. Il suo senso dello humor e il carattere molto forte sono dovuti al passato da brutto anatroccolo che è stata costretta a vivere.

LizzieVelasquez

Per il suo primo film, A Brave Heart, presentato sabato 14 marzo al South by Southwest Festival di Austin, la realizzatrice Sara Hirsch Bordo ha ripercorso tutta la storia di questa donna, passata dallo status di mostro delle scuole elementari a quello di guru digitale (oggi ha più di 300.000 seguaci su YouTube) che lotta contro le molestie online.

Tutto è cominciato nel 2007 con un video intitolato “La donna più brutta al mondo” che mostrava per qualche secondo la faccia di Lizzie. In fondo a queste immagini, centinaia di commenti pieni d’odio cambieranno la vita della donna di 17 anni: farà di tutto per lottare contro questa violenza gratuita e ridare fiducia alle persone che come lei soffrono per questi comportamenti.

Un’eroina che affronta le ingiustizie della vita e riesce a fare della negatività una forza per andare avanti, la tipica storia che piace molto agli americani. Anche se il documentario non riesce ad evitare attimi di tristezza, volontariamenti cercati e magistralmente ricreati in alcuni momenti, la maggior parte delle immagini testimoniano il coraggio di Lizzie Velasquez, il brutto anatroccolo diventato guru.

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