Le doti comiche del senatore Antonio Razzi


Ieri sera Scherzi a Parte ha avuto ben 6 milioni e 477 mila telespettatori, ottenendo il 26,97 per cento di share.

Numeri esorbitanti. I live tweet sul programma non sono stati da meno, dai commenti ironici sull’improbabile outfit di Bonolis allo scherzo (secondo alcuni di cattivo gusto, per altri invece geniale) a Paolo Brosio. Proprio Brosio, che dopo la svolta mistica ha abbandonato sesso e cocaina per darsi tutto a Medjugorje, con la sua reazione commossa alla telefonata del finto papa ha fatto passare in secondo piano quello che secondo noi è stato il momento più divertente della serata, la burla all’onorevole Razzi.

antonio razzi scherzi a parte-2

Antonio Razzi, classe ’65, di professione tessitore e per convenienza “politico” italiano. Che politico lo sia per convenienza non è una nostra congettura, il video parecchio eloquente in cui l’onorevole viene ripreso a tradimento in senato ha fatto scandalo.  Crozza ci ha sguazzato per mesi nelle parodie “Fatti li cazzi tuooi!”.

Razzi è stato abilmente adescato dalla redazione del programma con la scusa di volerlo rendere partecipe, come vittima consapevole, di uno dei loro soliti scherzi. Il paladino degli abruzzi, che se manca di qualcosa non è certo il senso dell’umorismo, accetta di buon grado aggiungendo una sua personalissima massima: “La vita è così amaro… se possiamo ridere dieci minuti ridiamo”. Come dargli torto.

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Travestito per l’occasione da Elvis con la scusa di una festa in maschera, Razzi viene abbandonato in un parcheggio alla periferia di Milano senza sapere di essere vittima di uno scherzo nello scherzo: di tutto ciò che gli viene anticipato in redazione non succederà assolutamente nulla. Il motivo divertente non è tanto il modo in cui viene architettato il tutto, di per sé uno scherzo molto semplice, nulla a che vedere con la complessità della burla al povero Brosio, ma è Razzi stesso, che nell’occasione sembra definitivamente svelare le sue doti di personaggio comico. Dopo pochi minuti inizia a borbottare qualcosa di semi incomprensibile in dialetto abruzzese, e la ovvia battuta di Bonolis, memore del dichiarato amore del senatore per la Corea di Kim Jong-Un in cui “le persone sono precise per quando si danno gli appuntamenti” non tarda ad arrivare.

Poco dopo si avvicina un addetto del programma con un telefono in mano, in linea per Razzi c’è Bonolis dallo studio. La conversazione è surreale, una supercazzola non voluta ma magistralmente riuscita, dialogo completamente privo di senso.

  • B: “Buonasera, sono Bonolis, le volevo fare i complimenti, sta andando a meraviglia”.
  • R: “We! Eheh, come no, ci mangherebbe, lo spettacolo sempre innanzitutto!”
  • B: “Le volevo fare i complimenti anche per la mise”
  • R: “No, dico, l’importante è partecipare. L’importante è lo spettacolo, importantissimo, ci mangherebbe altro”

Dopo ore d’attesa senza che succeda nulla di quello che era previsto, Razzi si abbandona su un marciapiede e continua a borbottare da solo in dialetto fino a che qualcuno non gli dirà che si trattava di uno scherzo.

Come dicevamo sopra, la comicità dell’evento, purtroppo, sta nel personaggio stesso più che nelle circostanze. Ok, Razzi è travestito da Elvis con una tutina rosa e degli occhiali da sole, abbandonato di notte in mezzo alla strada, ma qui si esaurisce il contributo comico esterno, il resto è tutto merito suo, di un personaggio che riesce ad essere tragicamente comico semplicemente per quel che è. Un onorevole, un senatore, uomo politico che ricopre cariche importanti nel nostro paese. A questo punto, pensandoci meglio, forse la situazione si fa meno comica e più tragica.

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