Intervista all’autore del progetto “Porno per Bambini”


Fantasmi col durello, richiami ad opere contemporanee ed una buona dose di irriverenza. A grandi linee è così che potremmo riassumere “Porno per Bambini, il progetto dell’artista brasiliano che preferisce rimanere nell’anonimato, secondo noi perchè è un terrorista di portata mondiale, ma più probabilmente solo perchè è timido.

Porno per Bambini è un dialogo dell’artista con sé stesso, un modo diverso di percepire il mondo, tra la leggerezza e l’umorismo di Woody Allen ed il tratto leggero che ricorda l’illustratore francese Sempé.

Lo abbiamo incontrato alla Santeria di Milano, proprio il giorno dell’inaugurazione della sua mostra che rimarrà esposta fino al 31 di Dicembre nella sala  “Art Your Own Risk” di Via Paladini 8.

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Un incontro fortuito al Parc Guell di Barcellona lo ha portato in Italia, dove ha completato gli studi e attualmente lavora.  Siamo rimasti colpiti dai suoi disegni ed abbiamo deciso di fargli qualche domanda.

Ciao, un po’ del tuo background?

Ciao, sono un ragazzo brasiliano nato nel 1984. Ho studiato pubblicità in Brasile e mi sono laureato in pittura a Brera. Vivo a Milano ormai da un po’ e la fermata della metro Loreto mi è diventata sorprendentemente familiare, anche se sogno ancora Rio de Janeiro.

Come sei finito in Italia?

Questa storia ha dell’assurdo ma è pura realtà: anni fa suonavo per le strade di Barcellona insieme a tre miei amici brasiliani che conoscevo da anni e che ho ritrovato casualmente in Spagna. Un pomeriggio, uno dei produttori di Mtv italia era in giro al Parc Guell quando ci ha sentito suonare i pezzi dei Beatles e ci ha invitato a partecipare ad una trasmissione chiamata Italospagnolo, condotta da Fabio Volo. Dopo la trasmissione ci ha invitato a venire a Milano dove abbiamo registrato un disco insieme a Jannacci, Cochi & Renato. Dopodichè abbiamo suonato in giro per l’Italia e ci siamo trasferiti tutti quanti a Milano.

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Cosa fai nella vita? Oltre Porno per Bambini s’intende.

Suono con i Selton e lavoro come grafico.

Come e quando è nato il progetto? perchè gli hai dato questo nome?

Avevo 10 anni quando ho iniziato a fare dei disegni un po’ porno e un po’ ironici. I soggetti che prediligevo erano i miei insegnanti, storie folcloristiche, film o testi di canzoni che finivano trasformati in piccoli volumi porno. Anni dopo ho ritrovato quei disegni in un cassetto nella mia vecchia casa e ho deciso di riprendere l’idea da dove l’avevo lasciata.  Ho scelto questo nome perché è una sorta di dialogo con il me stesso di 20 anni fa.

Noi sappiamo che in realtà il tuo lavoro è tutt’altro che pornografico, ma vogliamo sapere da te: i tuoi disegni a che distanza si collocano dalla pornografia?

I miei disegni sono vicini alla pornografia così come sono vicini a qualsiasi altra cosa. Se usi la pornografia come parte del tuo linguaggio per parlare d’altro, questa diventa una sorta di punto di partenza per vedere le cose da un’altra prospettiva.

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Guardi molto porno?

Quel minimo irrinunciabile.

Usi altri materiali o solo disegno su carta?

Lavoro sia su carta sia con serigrafie e tele di grandi dimensioni che poi non so mai dove mettere.

Ultimamente ti hanno chiuso la pagina Facebook di Porno per Bambini. Che dici a riguardo? A quanto pare c’è gente che considera il tuo lavoro “pedopornografico”, secondo me sono matti.  

Sì, è stato abbastanza assurdo. Da un giorno all’altro ho iniziato a ricevere molti messaggi tra proteste, minacce e preghiere in latino per salvare la mia anima. E pensa, caso vuole che io quel giorno mi trovassi proprio a Gerusalemme. Dopo ripetute segnalazioni la pagina è stata rimossa. Comunque questo significa che alcune persone non sono andate oltre il titolo del progetto e purtroppo hanno veramente pensato che questi disegni fossero rivolti al mondo dei bambini. Ovviamente non è così, sono disegni ironici, sarcastici, che si avvalgono della pornografia come strumento per parlare in modo metaforico di tutt’altro. I bambini non c’entrano niente. È stato un peccato che la pagina sia stata chiusa, ma il casino che si è creato attorno è servito a farmi capire che questi disegni hanno anche un senso di esistere. E comunque c’è sempre il profilo Instagram!

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Hai fatto incazzare qualche mamma?

Spero di no. Almeno non la mia, che è molto fiera di quello che faccio.

Qualche tua fonte d’ispirazione?

Ce ne sono tanti. Tomi Ungerer, Saul Steinberg, Gino de Dominicis, Laerte, Michael Scott e Jon Brion.

Pensi che i tuoi disegni vengano usati come materiale per  masturbazione?

Spero fortemente di no, ma se così fosse mi auguro che sia stato piacevole.

Tommaso Sorgentone

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