Infibulazione vietata in Nigeria, un passo avanti per i diritti delle donne


Con più di 173 milioni di persone, la Nigeria è il paese africano con più abitanti. Prima di lasciare il posto al nuovo dirigente Muhammadu Buhari, il presidente uscente Goodluck Jonathan ha preso la decisione di abolire le mutilazioni genitali femminili. Un gesto significativo, che forse farà riflettere gli altri paesi del continente nero in cui la pratica è ancora legale, come il Sudan o il Mali.

La legge è stata votata dal senato il 5 maggio e mira a vietare la pratica dell’escissione del clitoride. L’infibulazione tocca più di 130 milioni di individui tra donne e ragazze in Africa e nel Medioriente, secondo l’associazione 28 Too Many. Il governo nigeriano ha inoltre votato affinché gli uomini che abbandonano donne e bambini senza aiuto finanziario vengano condannati. Tutto ciò rappresenta un vero passo avanti per i diritti delle donne africane e per la loro sicurezza. L’infibulazione è una piaga mondiale che deve essere sradicata: praticata in condizioni d’igiene scarsa quando non del tutto inesistente, può causare infezioni, emorragie ed infertilità oltre che essere la causa di gravi disturbi psicologici.

Tanya Barron, responsabile dell’organizzazione Plan-Uk che lotta contro l’asportazione del clitoride, dichiarava: “È incoraggiante vedere la Nigeria votare per questa legge. Ma la realtà dei fatti ci mostra che sarà soltanto cambiando attitudine che porremo fine a questo orrore”.

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