Il Burning Man è sorvegliato dall’FBI da almeno 5 anni


Il Burning Man non ha mai smesso di suscitare fantasie libertine, la gente vi si reca come se fosse il paese dei balocchi, un’isola che non c’è in cui non esistono regole e le persone convivono in pace assoluta. Se è vero che almeno in parte quest’idea può rispecchiare la realtà, allo stesso tempo va detto che lo spirito dell’evento fondato 29 anni fa sembra più che mai cambiato.

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Se le prime edizioni del festival erano frequentate da fricchettoni pseudo-hippie, già da diversi anni l’evento attira un pubblico molto più ampio ed imprevedibile, si parla ad esempio di persone che nella vita quotidiana sono funzionari incravattati che lavorano per grandi aziende come Apple e Google. Oggi la giornalista californiana Inkoo Kang racconta di alcuni fatti che demoliranno quella sensazione di libertà ai partecipanti del festival. Nel 2012 ha chiesto di consultare i file declassificati dell’FBI che riguardano il Burning Man. Tre anni dopo è riuscita ad ottenere i suddetti file, ovviamente censurati, da cui ha scoperto che il festival è sorvegliato da agenti in borghese per informare le autorità riguardo lo svolgimento dell’evento. Il presidio della polizia ha portato soltanto a 2 arresti in 5 anni, ma bisogna rendersi conto che il Burning Man non è più uno spazio di totale libertà come veniva venduto all’epoca.

Non importa quanta droga abbiate consumato davanti agli agenti del governo, l’unica cosa che non bisogna fare è aggredirli. Buono a sapersi, anche se sappiamo che non siete persone aggressive. I documenti sono consultabili sul sito MuckRock.

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