La natura reclama i diritti su Fukushima, distrutta dall’uomo


L’ennesima dimostrazione di come l’uomo sia solamente una piccola formica in confronto alla potenza della Terra a cui basterebbe darci un solo colpetto perché si riprendesse ciò che le appartiene. Un bellissimo progetto fotografico, che prova come senza di noi il nostro pianeta riesca a rinascere e a spazzare via il nostro duro lavoro di costruzione, ci regala un’inedita visuale di Fukushima quattro anni dopo il disastro nucleare che ha interessato la regione giapponese uccidendo più di 1.600 persone.

Per proteggere la popolazione colpita dalle radiazioni è stata stabilita una zona di quarantena, obbligando i residenti ad evacuare le proprie abitazioni e a spostarsi altrove per evitare danni collaterali maggiori. Nel frattempo la natura ha reclamato i propri diritti sulla zona completamente devastata, trasformandola in un luogo post-apocalittico che rimanda alle scene di The Walking Dead in cui viene raffigurata una città deserta, senza anima viva.

Ad oggi sono 20.000 i volontari che puliscono le città e i villaggi circostanti casa dopo casa, via dopo via, cercando anche di ripulire il suolo infettato dopo l’incidente. La serie di fotografie scattata dal polacco Arkandiusz Podniesinski non è ancora stata portata a termine, ma l’artista spera di potersi avvicinare ancora di più verso l’epicentro della passata catastrofe per documentarne i cambiamenti.

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