Essere un uomo, chiamarsi Taylor Swift, ed avere una vita di merda


La vita è dura per Taylor Swift. No, non per la cantante di successo, ma per Taylor Swift, un fotografo di Seattle di 34 anni che sfiga ha voluto che fosse un omonimo della star americana. In un’intervista rilasciata al canale KOMO 4 News, Mr Swift racconta come questa piaga si è abbattuta su di lui, cambiandogli l’esistenza. Durante i primi 20 anni la sua vita era normale, niente di problematico, ma intorno al 2006 le cose si sono complicate, ed ha iniziato a vedere il suo nome ovunque. A qualcuno potrebbe anche divertire, ma nel suo caso farebbe strano a chiunque.

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In quel momento Mr. Swift (chiamiamolo così per evitare fraintendimenti) non ha visto il pericolo arrivare: “All’inizio della sua carriera mi sono incuriosito e ho voluto dare un’occhiata alla sua musica. Faceva country e non mi dispiaceva, inoltre scriveva lei stessa i testi. Ci stava!”. Poi tutto è cambiato e ha iniziato a ricevere mail su mail da parte dei fan della cantante che confusi scrivevano al suo indirizzo: “taylorswift@gmail.com”. Inutile dire che il signor Swift abbia abbandonato quella mail, ma ogni tanto, dice, si diverte ancora a leggere i messaggi che riceve, e in qualche modo alcuni complimenti lusingano anche lui.

La posta elettronica, comunque, è tra i mali minori, perché essendo un freelancer, il fotografo ha incontrato non pochi ostacoli nel promuovere il suo lavoro su Google. Se scrivete il suo nome nel motore di ricerca, infatti, è quasi impossibile trovarlo tra primi risultati. D’altronde si tratta di avere l’omonimia con una star di fama mondiale.

Ma non è finita qui. Anche la sua vita sociale è cambiata. Ogni qual volta che si presenta e dice: “Ciao, sono Taylor Swift“, non mancano le prese per il culo. Senti una battuta una volta, due volte, tre volte, ci può anche stare, ma quando diventa routine, capiamo che possa essere stancante. Fortunatamente, però, Taylor Swift di Seattle sa che “c’è di peggio che condividere lo stesso nome di una star”. E comunque meglio che chiamarsi Gigi D’Alessio o Giuseppe Simone…

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