Come diventare una persona mattiniera in poche e semplici mosse


Ormai da 5 anni, John Zeratsky ha deciso di cambiare totalmente le sue abitudini, da nottambulo a mattiniero. Io non sono un mattiniero. Basta guardare questa immagine di Yoda per capire come mi sento tutte le mattine, quando la mia sveglia comincia a suonare con minimi secondi di intervallo tra un bip e l’altro.

yoda

E questo dura all’incirca fino a metà mattinata. Io vorrei davvero essere un mattiniero ed essere capace di far funzionare il mio cervello appena arrivato in ufficio. Dunque mi sono informato e ho letto molti articoli interessanti, tra i quali anche quello riguardante John Zeratsky a Medium, che era come me (e immagino come voi) un dormiglione e che racconta di come sia riuscito a diventare un mattiniero nel corso di 5 anni.

Evitare il vortice della non produttività

John si sveglia tutte le mattine di buon’ora (un po’ prima delle 6) e parla dell’importanza del suo caffè, preparato con amore in circa 15 minuti: “Il processo mi permette di restare occupato in un periodo di tempo dove la mia volontà è abbastanza debole e dove io, in passato, guardavo la mail o Twitter – cose che mi facevano entrare in un vortice di non produttività. Ora io mi alzo, vado in cucina e svegliandomi dolcemente, penso alla mia giornata, davanti a una tazzina fumante di caffè”.

Parla anche del bisogno di luce e della necessità di fare qualcosa: lavorare, fare esercizio fisico o altre cose a cui non pensiamo volontariamente: “lavare i piatti, stirare i vestiti, ordinare la casa, sono attività che mi permettono di svegliarmi e di sentirmi produttivo ancor prima che la giornata abbia inizio”.

Ma soprattutto, spiega l’importanza di farsi una bella dormita. Questo si traduce nell’andare a letto il più presto possibile, a volte privandosi di serate piacevoli. Questo è uno dei lati negativi (affianco alla lista di innumerevoli punti a favore) del suo stile di vita. Lo racconta in un’intervista rilasciata ad una giornalista del Huffington Post:

Quantitativamente i risvolti positivi sono largamente superiori rispetto a quelli negativi. Malgrado tutto, è una routine che non applico quotidianamente, rischierei un esaurimento. Alcuni giorni non è proprio possibile, a meno di privarsi di qualcosa (un concerto, una serata tra amici, un libro che si vuole continuare a leggere, o un telefilm che si vuole vedere) e di sforzarsi ad alzarsi, anche quando si vorrebbe rimanere sotto il piumone. Tra tutti gli eventi che minacciano il buon umore, i ritmi della vita sempre più frenetici e un’attenzione sempre minore sul sonno (dormi se non vuoi avere effetti terrificanti!), siamo fin troppo occupati dal non saper più che fare“.

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