Abbiamo provato Tidal, la nuova idea di Jay-Z per spaccare nello streaming musicale


Da ieri alcune celebrità hanno aggiornato la propria foto profilo e copertina sui social networks: Daft Punk, Rihanna, Beyonce, Jay-Z, Kanye West, Calvin Harris… con un: #tidalforall. Nuova operazione per annientare l’AIDS in Africa a colpi di azzurro? Non esattamente. Dietro tutto questo c’è Jay-Z, sicuramente attratto dall’idea dei guadagni che si potrebbero ottenere dalla musica online. Vi ricorderete sicuramente di Dr.Dre, il primo rapper diventato miliardario grazie alla vendita di Beats a Apple.

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Lunedì, ieri sera  alle 22 italiane bisognava essere davanti al computer per poter contemplare il lancio dell’anno. Come teaser, Jay-Z ha rilasciato un video con i Daft Punk, Madonna, Rihanna, Jack White, Nicki Minaj, Kanye West, Chris Martin e una parte degli Arcade Fire. Insomma, tanta roba:

Tidal vuole essere “il primo servizio di streaming che combina qualità hi-fi, videoclip in HD e un contenuto editoriale altamente qualitativo. Questo nuovo servizio ha per obiettivo di diventare il primo servizio streaming ad alta fedeltà, senza perdite di audio, con 25 milioni di brani, 75 000 videoclip e un contenuto creato da giornalisti musicali esperti”.

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Noi l’abbiamo provato, ecco cosa abbiamo capito:

A pagamento, Tidal offre due possibilità mensili ai suoi utenti: un account “Premium” da 9,99$ (9,20€) ed un account “HiFi” da 19,99$ (18,40€). Durante l’iscrizione avrete la possibilità di provare il servizio per 30 giorni gratuitamente, alla fine dei quali potrete rescindere l’abbonamento. Per quanto riguarda l’utilizzo, tutto succede su desktop o tramite un app mobile.

Appena iscritti facciamo un giro tra le raccomandazioni: non c’è niente di originale nell’ergonomia del sito. Tidal vanta l’alta qualità dei file audio disponibili, questo l’abbiamo capito bene, ma si propone anche di farci scoprire musica tramite una selezione basata su gente “che se ne intende”. Ciò che ci ha colpito è che la scelta delle playlist non è commerciale come su Spotify per esempio, da Tidal preferiscono mettere in primo piano una selezione Jazz.

Cambiamo ambiente, andiamo sulla playlist Albums To Watch 2015, 35 tracks per quasi 2 ore di musica di qualità. E un po’ di musica moderna già che ci siamo: Drake e Panda Bear, prima di imbarcarci per un viaggio con Giorgio Moroder.

Ma in fin dei conti, cosa propone Tidal in più rispetto a Spotify o Deezer? Il fatto di essere cool?

L’unico modo di utilizzare Tidal è di abbonarvi, non c’è  una versione gratuita in cambio di minuti di pubblicità tra le canzoni. Al momento Tidal punta sull’effetto di tendenza, ma anche kitsch (la scena in cui tutti gli artisti si succedono per firmare un documento è abbastanza pacchiana)

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Per essere chiari, l’utente medio (ovvero il 99%) se ne sbatte della qualità audio di ciò che ascolta, basta che sia gratuito. Ci sono video su Youtube con una qualità audio dimmerda e milioni di visualizzazioni. Chi pagherà 10 o 20€ per ascoltare quello che trovi altrove gratuitamente? Una sezione video e videoclip HD la genera anche Youtube, da anni.

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Tidal punterà quindi sulla rete di amici del boss Jay-Z. Se il re del business è riuscito a convincere così tante persone a cambiare le loro immagini sui social networks, forse vuol dire che sono pronti a proporre la loro musica in esclusiva sulla sua piattaforma. I siti di streaming sono considerati da anni come macchine capitaliste che spremono gli artisti retribuendoli una miseria: la prova con Taylor Swift (Il suo album è appena stato rilasciato su Tidal. Coincidenza?) che ha rifiutato di rendere disponibile il suo ultimo album su Spotify. Tutti questi artisti ritireranno la loro musica da Spotify per lasciarla in esclusiva a Tidal?

Secondo noi no. Parliamo di Jay Z, Kanye West, Daft Punk, Rihanna… Siamo su Spotify e continueremo ad ascoltarli su Spotify. Al di là della simpatia che possiamo provare per Jay-Z, abbiamo la sensazione di vedere i ricchi parlare con i ricchi, una nicchia che conversa con un’altra nicchia. Quindi sì, Tidal è bello, è di tendenza. Come il nuovo MySpace per due settimane dopo l’acquisto da parte di Justin Timberlake. :3

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