100 pasti in 100 giorni a lavoro


La famosa schiscetta che tanti impiegati si portano a lavoro non è detto che corrisponda per forza ad un pasto triste, può anche diventare un’arte. Alcuni come questa mamma, si adoperano per comporre dei piatti creativi con cui divertire i bambini che vanno a scuola. Altri ne sono stufi e non ce la fanno più a doversi riscaldare gli avanzi del giorno prima. Poi ci sono anche quelli che non mangiano mai niente perché sono perennemente a dieta o non hanno mai tempo. Ovviamente c’è anche il panino trangugiato di fretta davanti allo schermo per il consulente che non ha ancora finito il report per il meeting del pomeriggio. Insomma, le tipologie di pranzi dei lavoratori sono infinite. Marco Mussi ha deciso di realizzare un progetto fotografico intitolato “i 100 Pasti” con il suo collega Emi Besana: “Tutto è monotono se lo osservi nel contesto… Ma se ti concentri SOLO su quell’azione, anche se ripetuta per 100 volte, sarà per 100 volte diversa“. Perché ogni pasto è diverso, ogni treno cambia e ogni sorriso è speciale. Un’idea originale per rendere la pausa pranzo meno noiosa.

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