Un sistema astrologico falsato: quello che non sapevi sui segni


Credevi di essere Bilancia? Sei Vergine. Acquario a fine Gennaio? No, Capricorno.

Qualche giorno fa la BBC ha trasmesso un programma divulgativo scientifico per spiegare il perché e come l’astrologia ci ha mentito, fornendo uno strumento di valutazione del proprio segno zodiacale molto più veritiero.

Ovviamente tutte le date sono scalate e indovinate un po’? Ci sarebbe in realtà un altro segno astrologico: Ofiuco, parola latina per “portatore di serpente o serpentario”. Dalla descrizione che ne fanno pare anche un bel figo, viva la fantasia!

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C’è chi dice che sia più una semplice costellazione che attraversa lo zodiaco, ma prevale l’opinione che sia uno dei segni, infatti, è stata utilizzata la stessa tecnica di riconoscimento usata in passato dai babilonesi, per cui non ci resta che definire il povero Ofiuco come l’escluso per antonomasia.

Pare che sia stato volutamente omesso per una questione di calcoli astrologici, secondo cui si aveva difficoltà nel dividere i 360 gradi del cielo in tredici parti piuttosto che in dodici da 30 gradi.

Partiamo, però, dal principio: sappiamo che il segno zodiacale designa la costellazione che si situa dietro al sole il giorno della nascita ed è associato ai tratti caratteriali di ognuno di noi.

È come se ci fosse una rotazione di costellazioni che si susseguono mese dopo mese in un cerchio zodiacale (parola greca per designare la figura animale associata alle costellazioni. Mancherebbe solo il mulo).

Ora, le date assegnate ai segni dello zodiaco sono rimaste le stesse fin dall’antica Grecia, falsando la percezione che ne abbiamo, e in realtà bisognerebbe tener conto di un moto importante chiamato “precessione degli equinozi”, come spiega anche l’astronoma Radmilla Topalovic alla BBC, che determina un costante spostamento dell’asse terrestre con un ciclo di 26.000 anni.

In seguito a questo movimento ogni 2000 anni il sole cambia segno zodiacale e, se è vero che i segni zodiacali ci influenzano, dovremmo avere tutti una crisi d’identità a quest’ora.

Comunque, il giudizio negativo nei confronti dell’astrologia c’è sempre stato. Addirittura si ha notizia che in passato, ad Alessandria d’Egitto, ci fosse un’imposta chiamata blakennomion (tassa sulla stupidità) che colpiva i compensi percepiti dagli astrologi per le loro divinazioni.

Come si suole dire: Graeci docent!

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