Perché l’orgasmo femminile ci affascina così tanto?


Sul Tumblr “How To Make Me Come” un numero sempre maggiore di donne racconta i propri aneddoti erotici inserendo qua e là le loro tecniche personali per raggiungere l’orgasmo. Diventato virale, il blog ci ricorda che l’acme del godimento femminile è tuttora un mistero. Ma lo è davvero? Perché quello maschile non affascina per niente?

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Sotto forma di anonimato, in modo da assicurare la libera espressione, alcune donne si rivolgono al mondo maschile dettando consigli con un sottile tono di rabbia che nasconde un’insoddisfazione di fondo, altre invece scrivono le loro più intime passioni o a volte si limitano a raccontare esperienze che hanno vissuto. Un’iniziativa utile non solo al mondo femminile, ma anche agli uomini. Annotate bene il nome su un foglietto: H-o-w T-o M-a-k-e M-e C-o-m-e. Perfetto, magari un giorno darà i suoi frutti, d’altronde è un blog che può servire a tutti noi.

La creatrice del Tumblr, una certa Sylvia di 27 anni, ha spiegato di voler approfondire l’argomento “piacere sessuale femminile”, questo sconosciuto spesso svalutato e ignorato, cercando allo stesso tempo di offrire un’esperienza terapeutica per coloro che scrivono e per i lettori. C’è tutto sommato una retorica femminista di fondo nelle parole della ventisettenne che spiega che, nonostante entrambi i sessi sentano una certa pressione, “il problema riguarda principalmente le donne che vivono un dualismo dato dalla nostra cultura dominata dal complesso Vergine-Prostituta, la donna che dev’essere sexy e sapersi far desiderare, una donna che abbia consapevolezza di se stessa… però il giusto…” (per chi non conoscesse il complesso c’è Google – aprire un libro di Freud forse è richiedere troppo).

“Si è negato che l’orgasmo femminile possa essere meccanico”
Secondo Elsa Brune, dottoressa in Scienze Ambientali e autrice di libri riguardanti il sesso femminile, l’orgasmo della donna affascina perché è meno frequente e meno palese rispetto a quello maschile oggettivato dall’eiaculazione, e rimane nell’incerto.

“Le norme sociali hanno da sempre confinato la sessualità femminile in uno spazio molto ristretto, lasciando all’orgasmo come unica possibilità quella di arrivare per caso. Per questo motivo sembra qualcosa di imprevedibile e selvaggio. Gli uomini sono a proprio agio con il loro meccanismo eiaculatorio, ma poco coscienti delle possibilità di sviluppare e raffinare il piacere sessuale”.

“Bisogna smetterla col mito romantico che assicura che è tutta una questione psicologica?”
Il problema sta a monte, parte già dalla domanda che ci si pone riguardo l’orgasmo clitorideo e vaginale. Sono due cose separate oppure no? Quello clitorideo è il vero piacere, mentre al contrario con la penetrazione si prova solo estremo godimento?

Il fatto è che ci si sofferma troppo sull’analisi del piacere femminile. Le due parti sono legate, solo che interessano processi neurologici differenti. D’altronde, come non esserne affascinati se crescendo si scopre che l’orgasmo è vaginale, no aspetta, uterino! Nono è clitorideo scusate! Ah ma certo, è solo psicologico. Ecco perché.

Per favore… è ovvio che la psicologia c’entra, ma basta con questo mito romantico! Come si spiega allora il raggiungimento dell’estasi sessuale in soli 4 minuti grazie alla masturbazione con la cara vecchia Federica o addirittura con l’aiuto di sextoys ultra efficaci? Abbiamo i nervi, usandoli nel modo giusto tutto funziona come deve!

Elsa Brune aggiunge: “i secoli di repressione della sessualità femminile hanno messo la museruola al nostro cervello. È un freno, una barriera mentale, e ciò porta a pensare che l’orgasmo femminile sia meno meccanico di quello maschile”.

Anche i media contribuiscono a creare complessi calcando la mano sui soliti stereotipi e dicendo alle donne cosa devono e non devono fare per arrivare alla completa soddisfazione nell’atto sessuale. “La deformazione dei media produce soltanto una distorsione della realtà: amano le storie e così chiunque di noi, se raggiungessimo tutti l’orgasmo non ci sarebbe nulla da dire a riguardo, ma soprattutto nulla da vendere”.

Secondo Elsa Brune servirebbe una sana informazione, senza focalizzarci sull’orgasmo in sé ma piuttosto sulla vagina stessa, ancora troppo poco studiata e di cui si sa solo tramite testimonianze come quelle di How To Make Me Come.

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