La nostra concezione dell’universo è cambiata nel corso dei secoli


Le prime rappresentazioni dello spazio realizzate dall’uomo risalgono a più di 3600 anni fa. Durante le diverse fasi dell’evoluzione della scienza e delle tecniche, gli astronomi hanno provato a raffigurare lo spazio come se lo immaginavano. Le prime rappresentazioni non mostravano più di qualche stella, una luna ed il sole. Oggi le nostre carte dello spazio sono infinitamente più precise.

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Nebra Sky Disc, Germania, 1600 AC

Per essere una mappa vecchia 3600 anni, questa placchetta in bronzo con stelle e luna incastonate in oro è già molto accurata, oltre che bellissima. Ma l’oggetto in questione è stupefacente anche per altri due motivi: è il più antico reperto raffigurante lo spazio che ci sia mai giunto e dovrebbe essere il primo strumento astronomico portatile.

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Harmonia Macrocosmica, Olanda, 1660

Realizzata dall’astronomo e matematico olandese Andreas Cellarius verso la fine della sua vita, l’Harmonia Macrocosmica è un capolavoro della mappatura spaziale risalente al XVII secolo. Sulla base dei concetti del sistema tolemaico, la mappa presenta i diversi pianeti come niente più che dei semplici pallini di contorno al ruolo centrale del pianeta Terra.

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“Idea dell’Universo”, Vincenzo Coronelli, Italia, 1683

Coronelli fu un monaco francescano che fu impiegato come cartografo per la Repubblica di Venezia. La sua coloratissima “Idea dell’Universo” è una guida sia geografica che spirituale, con sezioni dedicate ad ogni argomento: dalla teoria dell’eclissi (in mezzo alla colonna di sinistra) fino ad una sezione della Terra che include i gironi infernali descritti dal ghibellin fuggiasco Dante Alighieri.

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“Systema Solare et Planetarium.” Johann Doppelmayr, Germania, 1742

Commissionata dal famoso editore cartografico Johann Baptist Homann, questa mappa fu disegnata da Johann Doppelmayr, un professore di matematica a Nuremburg, e dettagliata dall’astronomo Christiaan Huygens, più famoso per aver inventato l’orologio a pendolo.

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“Carte des diverses positions de la sphere, des systhèmes de l’Univers, des planettes, des eclypses.” Jean-Baptiste de La Fosse, Francia, 1797

Questa mappa è un altro documento che prova il grado di conoscenze astronomiche alla fine del XVIII secolo. Con i suoi globi all’interno di altri globi, i disegni mostrano le conoscenze celesti che la gente possedeva, quelle che aveva superato e le spiegazioni di come le aveva superate per approdare a nuove certezze.

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“The Solar System & Theory of the Seasons.” Adam e Charles Black, Londra, 1873

I fratelli Black ebbero per molti anni il monopolio del sapere. La loro casa editrice  A&C Black pubblicava dizionari medici, almanacchi, guide  turistiche e carte geografiche. Sulla sinistra abbiamo una vista d’insieme del nostro vicinato spaziale, con le orbite di tutti i pianeti. Sulla destra troviamo invece una guida dei modi in cui, i nostri vicini spaziali influenzano la terra: dal mutare delle stagioni alle fasi lunari.

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Pianta dell’universo “a roulette”, Orlando Ferguson, South Dakota, 1893

Con tutti gli strumenti tecnologici sviluppati durante la Rivoluzione Industriale, il nostro modo di osservare lo spazio diventò molto più accurato e preciso, o almeno abbastanza da arrivare a comprendere che la Terra, forse, non era proprio il centro dell’universo… e che lo spazio era qualcosa di molto più complesso rispetto a ciò che ci si era immaginati fino a quel momento. Nonostante ciò, l’estroso professor Orlando Ferguson (professore è titolo da lui autoassegnatosi), se ne è uscito fuori con questa mappa con la quale avrebbe voluto far ricredere il mondo scientifico su tutto quanto. Sinceramente abbastanza incomprensibile… la pianta dell’universo “a roulette”.

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