Brooklyn negli anni ’80: la bellezza dietro lo squallore


Ghetto-blaster sotto braccio, catenine d’oro visibilmente esposte, shorts a vita alta accompagnati da acconciature accuratamente pettinate secondo la moda dell’epoca. Tutto nelle foto di Jamel Shabazz sembra trasudare Urban Culture e anima Hip Hop ben radicata, ma le sue foto non sono solo questo.

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Sono empatia, compassione, ma soprattutto, per usare le parole dello street photographer in persona: “rivelano la bellezza delle persone e mostrano l’amore che rompe i muri invisibili tra di noi”.

Proprio in onore del suo lavoro, dal 6 al 29 Marzo a Colonia ci sarà un’esposizione della Brooklyn degli anni ’80: Reflections of the 80’s.

Riflessi dell’arte dell’epoca (i graffiti), del modo d’essere (giacche larghe di cuoio, berretti e colori vivi), uno stile legato indissolubilmente alla musica che in quegli anni si stava evolvendo nell’East Coast americano (l’hip hop che si è sempre fatto notare per l’utilizzo di sonorità del sound jazz e blues, di cui Jamel stesso ha fatto una playlist).

Shabazz ritrae i propri soggetti come fossero re e regine che fanno del loro quartiere la propria reggia, nonostante i marciapiedi sporchi e i palazzi fatiscenti, e la diffusione sempre più frequente del crack tra le vie del quartiere newyorkese in cui lo stesso artista nacque negli anni ’60.

Cominciò a fotografare dopo il ritorno dal suo soggiorno in Germania come soldato dove conobbe Phil Harris, che lo ispirò, così come il padre, nella passione per la fotografia. Le sue foto sono una costante dichiarazione d’amore a Brooklyn e ai suoi abitanti.

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Sono la loro rivendicazione politica cui dà voce partecipando alla memoria di una comunità che si è battuta per essere compresa, e un ormai ricordo nostalgico della vivacità e del magnetismo che caratterizzavano New York negli anni ’80.

In un’intervista al web-magazine Dazed&Confused menziona la ricchezza culturale del quartiere, affermando poi:

“onestamente penso che se avessi vissuto in qualsiasi altro quartiere al di fuori di Brooklyn sarei stato incapace di documentare una tale diversità culturale”.

Non ci resta che ringraziare il caso allora! Tutte le foto nella pagina successiva!

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