Quando le discipline olistiche salveranno l’uomo dal casino metropolitano


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Thank god it’s Friday un tubo. E’ venerdì 7 febbraio e naturalmente a Milano piove: dai, a chi piace la pioggia il primo venerdì del mese? Scazzata fin da prima mattina, inforco l’ombrello e mi dirigo verso l’università. Milano non aiuta a migliorare la situazione e, chi vive in città, sa bene di cosa sto parlando: la ressa della gente sui mezzi pubblici mi fa sclerare con la madre di un bambino che per poco non si arrampica anche nella mia borsa, le lezioni mi fanno salire un mal di testa tale da trangugiare due antidolorifici in meno di sei ore, e per mettere a tacere i crampi della fame decido di votarmi a del bisuntissimo junk food che, almeno, posso consumare al caldo.

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Sono solo le due del pomeriggio e la giornata non sembra andare meglio, aggravata dall’ennesima convention cui, da giornalista, Darlin mi chiede di presenziare: “Vai alla seconda edizione di Olis Festival”, mi hanno detto dalla redazione. Innervosita, appesantita e anche abbastanza scettica, mi dirigo all’evento e, nonostante il cinismo che mi accompagna fino allo Superstudio Più di via Tortona, varco la soglia e scopro un mondo, un mondo nuovo e rilassato dove noi animali di città dovremmo trovare rifugio più spesso.

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Davanti a me, l’universo delle discipline olistiche porta uomini e donne, grandi e piccini, appassionati e neofiti, a muoversi con tranquillità in grandi spazi dedicati alla meditazione e alle pratiche di Rebirthing, Counceling, Musicoterapia, Shiatsu, Reflessologia e Craniosacrale, a dialogare in conferenze, presentazioni, incontri e talkshow alla presenza dei grandi nomi di esperti (quali Franco Berrino, oncologo e ricercatore, Maurizio Pallante, fondatore di Decrescita Felice, e Piergiorgio Odifreddi, il “matematico impertinente” che tanto amo), e a informarsi sulle novità del settore attraverso associazioni e federazioni che coinvolgono gli operatori del settore e gli esperti.

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Solo così scopro che il mio equilibrio psicofisico passa attraverso un lavoro introspettivo di autoconsapevolezza che ognuno di noi dovrebbe fare su se stesso, coadiuvato da pratiche antiche e tecniche all’avanguardia, che una sana educazione dei bambini non passa attraverso tablet e videogames ma per psicomotricità, bioenergetica, yoga e una sana dose di divertimento, che, ancora, non mi devo accontentare di prendere una pillola per l’emicrania ma capire perché essa arriva, da quali esperienze e traumi, come risolverla, quando aspettarsela e come accoglierla.

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E che dire, poi, di quelle pietanze grondanti colesterolo che, perché pronte e a buon mercato, sono solita assumere? Naturalmente non si fa, perché anche l’alimentazione è una via di cura e allora abbasso le schifezze e in alto la cucina vegana e crudista che insegnano a cucinare in modo sano, contro ansia e stress. Insomma, uno spiraglio in fondo al tunnel che a noi di Olis Festival ha permesso di trasformare una giornata decisamente “no” in una giornata “perché no?”, pronti per affrontare una serata a base di finocchietto e musica shaolin in barba a chi è rimasto ore in fila sotto la pioggia per due ore di ressa in una discoteca.

Reportage a cura di Clara Amodeo

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