Non solo Expo: le novità del 2015 nella ristorazione milanese


Chi è convinto che il 2015 per i milanesi sarà soltanto sinonimo di Expo, verrà piacevolmente smentito: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema al centro della manifestazione, e tale scelta si sta ripercuotendo piacevolmente anche sul panorama enogastronomico meneghino, con tante, attesissime nuove aperture.

Essenza, Via Marghera 34

Tutti coloro che si sono sentiti un po’ orfani dopo la fine dell’avventura di Eugenio Boer da Enocratia, ai quali non sono bastate le sue collaborazioni con Elita Bar, Fishbar e Meatbar, potranno tirare un sospiro di sollievo. Ha infatti inaugurato la scorsa settimana Essenza – di nome e di fatto – il nuovo luogo dove sperimentare quella cucina che lo stesso chef italo-olandese definisce “di concetto”: 36 coperti destinati a diventare 50 durante il periodo estivo, grazie a un delizioso dehor nel cortile interno, e 4 menu degustazione dai 30 ai 62 Euro, pronti a soddisfare anche il palato dei vegetariani. Non mancheranno nemmeno i grandi classici che hanno portato Boer al successo, come Il Cervo e la sua storia (filetto crudo di cervo con coulis di lamponi, mousse di fegato grasso e crumble di liquirizia, da mangiare con le mani) o il Risotto alla cenere con salmerino di montagna e le sue uova.

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Tokuyoshi, via San Calocero 3

Cambio di guardia – e di nome – da Wicky’s: tra fine gennaio e inizio febbraio, infatti, uno dei punti saldi della cucina fusion meneghina si trasformerà in Tokuyoshi, grazie appunto all’arrivo di Yoji Tokuyoshi, ex sous chef giapponese di Massimo Bottura. Sì, le mani che hanno affiancato “quel” Massimo Bottura dell’Osteria Francescana, terzo migliore chef al mondo, ora potranno preparare anche per noi piatti che sposeranno la tradizione emiliano-modenese con quella nipponica; non tanto una “fusione”, quanto una “contaminazione”, come lo stesso Yoji ama definirla. I menu degustazione oscilleranno dai 60 Euro per quello vegetariano, fino agli 80 Euro per quello completo.

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Wicky’s, Corso Italia 6

Nessuna tragedia: se il “vecchio” Wicky’s vedrà un cambio direzione, il “nuovo” Wicky’s si sposterà semplicemente, per la precisione in Corso Italia, angolo piazza Missori, a partire dal 20 gennaio. Una location e un concept rinnovati, dove per la prima volta – accanto alle proposte alla carta che ne hanno decretato la fama – compariranno anche piatti tipici della tradizione malesiana, indonesiana e thailandese. Sarà possibile accomodarsi nella parte sushi bar, in quella oyster bar, oppure prendere posto al bancone, per osservare in diretta la preparazione del cibo.

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Ristorante Filippo La Mantia – ex Dolce & Gabbana Gold, Via Carlo Poerio 2/A

Attesa per febbraio l’apertura del nuovo ristorante di Filippo La Mantia, che dopo aver rilevato in gestione il Gold, si prepara ad esordire sul palcoscenico milanese. Il locale cambierà nome, prendendo quello dello chef, ma anche veste, prevedendo un intero restyling a cura dell’architetto Piero Lissoni, che dividerà lo spazio in diverse aree: bar, ristorante, relax, e gallery di design. La cucina resta invece di impostazione siciliana, proseguendo la tradizione che ha reso celebre La Mantia nei salotti romani.

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Diego Rossi in Porta Romana, indirizzo ancora top secret

Iniziate il conto alla rovescia: mancano quattro mesi prima che Diego Rossi e Pietro Caroli svelino la location del loro primo ristorante milanese (qualcuno vocifera si chiamerà Trippa e sarà in via Muratori, ma non ci sono al momento conferme). Il popolo dei gourmet freme, ansioso si provare il famoso panino La Figata, a base di vagina di vacca bollita e scottata sulla piastra, marinata a caldo con aglio, prezzemolo, sale e pepe, che ha permesso a Rossi – a soli 28 anni – di conquistare una stella Michelin con un cosiddetto “piatto povero”. Si tratterà di una trattoria dove gli ingredienti saranno i principali protagonisti: i due soci promettono infatti solo materie prime di stagione e ricette della nonna.

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Garage, indirizzo e data ancora top secret

Che Misha Sukyas sia un anticonformista dichiarato, lo si capisce in modo abbastanza immediato dal concept di Garage, sulla cui location vige ancora un assoluto riserbo: poche voci trapelate suggeriscono che il ristorante prevedrà pochissimi coperti e – fatta eccezione per un sommelier e un aiuto al cambio coperto – la totale assenza di personale. Sarà compito dello chef stesso portare il piatto direttamente al tavolo, presentarlo e completarlo con finiture e guarnizioni. Speriamo che ulteriori future indiscrezioni ci svelino l’indirizzo e soprattutto l’inaugurazione di questo innovativo locale.

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La Maniera di Carlo, Via Rasori 2

Più che di una nuova apertura, qui si parla di un doppio ritorno: quello del ristorante La Maniera di Carlo nella location di via Rasori, e quello di Francesco Germani, che dopo le esperienze accanto a Enrico Bartolini e Pietro Leemann, rientra a dirigere la cucina. Si parla di una veste completamente nuova, circa trenta coperti, apertura 7 giorni su 7, cucina a vista e proposte inedite, con un’attenzione particolare al mondo vegan, nel pieno rispetto del Leemann-style. Apertura prevista a febbraio, stay tuned!

Marianna Tognini

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