Intervista Marcello Giordani x SMASH


Marcello Giordani ha iniziato la sua carriera di dj nel 1992, quando si avviava quello che sarebbe stato il periodo d’oro della scena house. Creatore dell’etichetta Italodeviance, bomba disco tutta italiana, metterà i dischi al Lanificio 159 il 24 gennaio per gli amici di SMASH. Preparate dunque il vestito buono, Venerdì non si fanno prigionieri!

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DJ dal 1992 e producer, hai suonato in tutto il mondo e nei club più importanti d’Italia. Potresti parlarci un pò di te e del tuo percorso?

A differenza di molti altri che hanno intrapreso la mia stessa carriera, io non iniziai stando di fianco alla console a guardare il DJ, anzi, andavo poco in discoteca, giusto qualche volta la domenica pomeriggio. L’imprinting me lo diede mio cugino, di tre anni più vecchio di me. Quando avevo 16 anni andavo con i miei genitori a trovare i parenti la domenica pomeriggio e rimanevo in camera sua a cercare di capire cosa ci provava ad armeggiare con i dischi. Poi mi fece vedere qualche VHS delle finali DMC (’88 dove vinse Cash Money) e li, forse, scattò qualcosa dentro di me. L’estate seguente andai in vacanza con il mio migliore amico ed insieme cominciammo ad interessarci maggiormente alla questione. Appena tornai dalle vacanze riuscii a corrompere mio padre a comprarmi 2 Technics 1200. Mi ricordo che non riusciva a capire perché ne volevo 2. Da quel momento in poi spendevo tutte le mie paghette settimanali in dischi.

Sei nella musica da più di 20 anni ormai, dalla tua esperienza potresti dirci cos’è cambiato da allora? Era meglio prima o adesso?
Tante cose sono cambiate, in primis il modo di reperire musica. Una volta andavi ad ascoltare i djs famosi anche perché suonavano dischi mesi prima che uscissero e andavi a casa con la consapevolezza che, quando riuscirai a trovarli, saranno già vecchi. Ora invece puoi avere di tutto e di più standotene a casa davanti al computer. In passato si andava nei negozi di dischi (quello mi manca parecchio) dove passavi i pomeriggi ad ascoltare musica ma era anche un punto di ritrovo tra djs, dove ci si scambiavano “reports” sulle scene club delle varie città. Io andavo al DISCO INN a Modena e li trovavi gente che arrivava da tutto il Nord Italia. Altra cosa completamente diversa è il modo di mettere musica, ora con i laptop in console tutto prende una piega molto più fredda a livello visivo. Del resto suonare con vinili, cd o chiavette non cambia molto al giorno d’oggi. Io stesso ho apportato qualche innovazione a livello di supporti nei miei sets , l’importante è che il mixaggio sia live con gli errori del caso che fanno sembrare tutto più vero, com’e giusto che sia. Meglio prima? Forse si, ma sicuramente portarsi a dietro 2 valigie di dischi da 50kg l’una non era, come dire, simpatico. Vorrà dire che i djs di nuova generazione soffriranno meno il mal di schiena durante la vecchiaia.

Hai un tuo blog Italo Deviance che è anche l’etichetta discografica che hai creato. Puoi parlarcene un pò? Quale artisti emergenti del panorama italiano potresti consigliarci?
Il blog è nato nel 2008 per gioco. Realizzai di avere una grande collezione di dischi che in quel periodo andavo a digitalizzare, quindi pensai di condividere un pò della mia conoscenza (sudatissima) tramite un blog. Da li è partito tutto,mi sono dedicato ad una scena in particolare (Underground Disco, rare versioni strumentali, Italo Disco dal ’77 all’83 ecc.) devo dire che sono soddisfatto dei risultati raggiunti. L’etichetta è stata un passo obbligato per la consacrazione del progetto. Emergenti del panorama italiano ne conosco parecchi, li chiamano emergenti, ma molti sono sulla scena come me da anni e hanno aspettato pazientemente il loro momento. Personalmente stimo molto la scena Pescarese tipo Fabrizio Mammarella, Franz Underwear, Motorcycle Boy e anche quella di casa vostra con quei Disco-Geni del calibro di Francisco, Rodion, Hugo Sanchez. Bottin è un altro che ha parecchio da dire sulla scena.

Cosa pensi della musica elettronica italiana? Quali sono i tuoi artisti preferiti?
Penso che la scena elettronica italiana sia, da sempre, una delle migliori al mondo. Grande gusto, innovazione (come si vede anche dalle produzioni elettroniche dei primi anni 80). Al momento, per quanto mi riguarda, i migliori sono i Tempelhof.

Se potresti farti remixare da qualcuno, chi sceglieresti?
Indubbiamente da Theo Parrish o da Moodymann

Il primo disco che hai comprato?
Hardrive – Deep inside

Il brano che conosci a memoria (controlleremo…)?
Robert Hood – Detroit One Circle ;)

Il brano preferito di tua mamma?
Mah, credo tutto quello di Whitney Houston

Il pezzo che metti quando senti che la gente si stanca?
Nina Simone – Funkier than a Mosquito’s Tweeter (è come un colpo di Kung Fu nelle costole).

Il miglior brano electro che nessuno conosce?
Ose – Computer Funk

Il tuo pezzo preferito durante il sesso?
Rita – Erotica oppure un Papetti o un Gil Ventura a caso.

Il brano che ascolti e di cui ti vergogni?
Percy Faith – Theme from a Summer Place

Un pezzo per il tuo funerale?
Immagino il corteo funebre con, in sottofondo, Embryo – Knast Funk

Qual è il tuo ricordo più bello durante un concerto?
Potessi ricordarmelo…

Se potessi riportare un artista in vita per una collaborazione?
Neanche da chiedere, Arthur Russell o Andy Sojka

Progetti per il 2014?
Sto preparando il mio nuovo album, alcuni singoli sulla mia etichetta. Partirò inoltre per alcuni tours internazionali tra cui USA, Cina, Perù, Argentina e Chile.

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