Incontri ravvicinati del terzo genere


Transessuale è una persona che ha intrapreso il percorso al termine del quale i propri connotati sessuali risulteranno opposti a quelli con cui è nata. Non ne ho mai compreso appieno il motivo, sarà stata la complessità della loro esistenza, saranno stati i film di Almodovar, ma su di me questo genere di persone ha sempre esercitato un certo fascino. Una sera, di ritorno da un locale, ho conosciuto Maddalena, ha venticinque anni ed è nata a Lecco, vive a Milano e da qualche anno ha intrapreso il percorso che da persona di sesso maschile quale è nata, la porterà a diventare una donna a (quasi) tutti gli effetti. Accetta di rivederci per una chiacchierata in un soleggiato pomeriggio primaverile, ci incontriamo alla fermata della metro di porta Genova, ci ripresentiamo l’un l’altro e ci incamminiamo verso il naviglio. Mentre passeggiamo alla ricerca di un posto tranquillo mi racconta del suo lavoro, fa la ballerina al Plastic, e che attualmente è alla ricerca di una stanza dove vivere. Ci sediamo al tavolino di un bar, io ordino una birra e lei un caffè americano.

Inizialmente è tutto molto strano, incespico maldestro indeciso tra una desinenza e l’altra e ho bisogno di spiegazioni supplementari quasi ad ogni frase, ma in pochi minuti risulta tutto più naturale, la birra e la sua pazienza aiutano.

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DARLIN: Allora, quando hai iniziato il tuo percorso e in cosa consiste esattamente?

MADDALENA: Da circa due anni…sì, è da due anni che assumo gli ormoni.

DARLIN: Quindi si inizia con gli ormoni?

MADDALENA: No, prima di tutto devi fare un certo numero di sedute dallo psicoterapeuta. Lui, nel mio caso lei perchè era una donna, ha il compito di accertarsi che tu non soffra di altre patologie e che sia seriamente intenzionata a cambiare sesso, con tutti i limiti e le fatiche che la cosa comporta. C’è una percentuale di casi, seppur ridotta, in cui al termine del processo la persona si penta e capisca di voler rimanere maschio… o femmina, ed è un bel problema. Dopo le sedute, se risulti idoneoa, hai il via libera per iniziare a prendere gli ormoni, uno che abbassa il testosterone e l’altro che è l’ormone femminile. Fino a che non ti operi li devi prendere, poi una volta che vengono asportati i testicoli si assume soltanto l’ormone femminile, ma con una posologia diversa, può risultare troppo forte in alcuni casi.

DARLIN: E quali sono stati i primi effetti sul tuo corpo?

MADDALENA: Prima di tutto arrivano al cervello, ti rendono abbastanza isterica, poi ti scombussolano tutto il corpo: ritenzione idrica, la pelle diventa liscia… delicatissima, appena sei sfiorata da qualcosa ti graffi, i capelli crescono di più e quei fenomeni fisici tipicamente maschili come barba, peli ed eventuale perdita di capelli cessano. Il pisello ti si atrofizza completamente.

DARLIN: In che senso? Devo dire che mi riesce un po’ difficile immaginare…

MADDALENA: Nel senso che è come avere un dito senza un osso, ti si rimpicciolisce, si atrofizza. E quello è molto bello.

DARLIN: Quindi per te è stato piacevole?

MADDALENA: Sì, assolutamente. Il mio disagio più grande è sempre stato quello, il fatto di avere il pene. E’ l’unica parte del mio corpo che non ho mai accettato. Ovviamente non l’ho mai usato a livello sessuale, una delle cose di cui vuole accertarsi la psicoterapeuta infatti è proprio che a te non piaccia usarlo, sessualmente parlando. Io provo un vero ribrezzo per quella parte del mio corpo effettivamente.

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DARLIN: Non ti sei nemmeno mai masturbata?

MADDALENA: Questo me lo chiedono in tanti, comunque devo dire di no. Anche quando alle medie sentivo i miei compagni maschi parlare delle seghe per le prime volte capivo come funzionasse, ma pensavo “Oddio,ma cche schifo!”. Più che altro mi capitava di fare dei sogni erotici durante i quali eiaculavo involontariamente, ma l’atto della masturbazione tradizionale è una cosa che non sono mai riuscita a fare.

DARLIN: Quindi non sei nemmeno mai stata attiva nei rapporti sessuali?

MADDALENA: No! Quando trovo qualcuno che cerca il cazzo, e ci sono tanti uomini che cercano il cazzo una volta capito che sei una trans, mi trovo completamente in imbarazzo.

DARLIN: Ma parli di uomini eterosessuali?

MADDALENA: Certo! Milano è la città con il più alto tasso di prostituzione transessuale in europa. Questo vuol dire che molti uomini vanno a trans. La maggior parte vogliono essere passivi, quindi rimangono uomini eterosessuali ma con questo sogno proibito di un “essere mitologico” che è donna ma ha il cazzo… Poi vogliono un trans con tutte le caratteristiche femminili esaltate: tettone, labbroni, tutto pompato. Io però non rientro assolutamente in questa categoria! Per cui quando capisco che uno cerca quello… “la donna col pisello”, evito a priori. Rispetto tutte le perversioni del mondo, ma non sono interessata.

DARLIN: E poi dopo gli ormoni, l’operazione?

MADDALENA: In italia l’operazione per il cambio di sesso è sovvenzionata dallo stato fin dal 1982. [Incredibile penso] Ma se vuoi operarti all’estero, come credo farò io, perchè ci sono i chirurghi migliori, devi pagartelo.

DARLIN: E quanto costa?

MADDALENA: Mah, dipende, sai ci sono diversi “modelli” [sorride] c’è tutto un circo sulle vagine. Ci sono diversi dottori, ognuno riconosciuto per qualche cosa particolare. In Tailandia ci sono i quattro migliori, ma ce n’è anche di molto bravi a San Francisco per esempio, a Barcellona, a Londra, insomma un po’ in tutto il mondo. Il prezzo varia a seconda del “modello”. C’è l’operazione più semplice, chiamiamolo il modello “base”, che è quella dell’inversione del pene: tanto è lungo il tuo pene quanto sarà lunga la tua vagina, si asportano i tessuti interni e si ribalta, come un calzino. Questa poi richiede manutenzione, per alcuni mesi devi tenerla dilatata con sei diversi dilatatori…lubrificata…

DARLIN: Sarà doloroso immagino?

MADDALENA: Eh non lo so ancora nemmeno io, dicono di sì, ma non ho paura né del dolore né dell’operazione tanta è la mia voglia di cambiare sesso. Poi ci sono i modelli “deluxe”: costano molto di più, a vote più del doppio, operazioni molto più complesse e lunghe, ma più efficaci. Dopo non c’è bisogno della dilatazione né di lubrificazione e ciò a mio parere basta per renderla “deluxe”.

DARLIN: Parliamo del tuo rapporto con gli uomini. Hai mai avuto un fidanzato per lungo periodo?

MADDALENA: No mai. Ma per colpa mia: vivendo io per prima il disagio di avere questa cosa in più, non ho mai avuto la sicurezza necessaria per approfondire un rapporto, anche se mi è capitato di trovare persone disposte ad accettarlo, almeno all’inizio. Il fatto è che se io stessa non accetto una parte del mio corpo, non posso pretendere che l’accetti qualcun altro, mi sentirei mortificata nel chiederglielo. Anche perchè se l’accetta allora vuol dire che in fondo così schifo non gli fa, e in quel caso non va bene a me! É un po’ perverso da capire come sistema, però è così. Le persone che ho frequentato e che inizialmente lo hanno accettato sono persone che sono rimaste colpite da me come individuo, lasciando perdere l’aspetto finisco, non c’entra la mia condizione sessuale. Il problema è che poi arriva sempre un momento, che può essere dopo una settimana, tre mesi, cinque mesi, in cui si tirano le fila del rapporto…e va sempre a finire male. Succede che loro si rendono conto che effettivamente manca una cosa importante: il sesso. Io mi chiudo a riccio, mi sento mortificata, non riesco ad accettare. Poi subentra la società, la famiglia, io stessa che mi faccio dei problemi…ho sempre vissuto brevi storie che sono andate scemando d’intensità.

DARLIN: Anche se sono state storie brevi, prima o poi immagino sia arrivato il momento in cui lui ti dice:“vieni che ti presento ai miei amici”…cosa succede in quei casi?

MADDALENA: Nell’utima esperienza che ho avuto ho conosciuto anche la sua famiglia, è stata una coincidenza, li abbiamo incontrati per strada. Siamo andati a prendere un caffè e dopo cinque minuti ho capito che suo padre mi aveva sgamata. Il mio fidanzato non sapeva ancora della mia condizione (ci vedevamo da appena tre giorni) e quando gliel’ho detto mi ha risposto che suo padre lo aveva messo in guardia, però gli aveva anche detto di non spaventarsi e di non precludersi la possibilità di conoscermi….

DARLIN: E con i suoi amici?

MADDALENA: Sono stata presentata anche a loro e nessuno, come lui stesso, si è accorto di nulla… Io non voglio mentire, per me è solo un peso tenere questo segreto, così ogni tanto cerco di mandare dei segnali senza essere troppo esplicita, ad esempio li ho invitati più volte nel locale dove lavoro, che è misto, sperando che in qualche modo ci arrivassero! Pensa che una volta quando siamo usciti dal locale dopo la serata uno di loro mi fa: “ Oh ma dove ci hai portati?? prima ero in pista e c’era una che sembrava una tipa… poi sotto c’aveva il manganello!!”. Pensa un po’.

DARLIN: Hahahah, effettivamente non proprio sveglissimi. E quando riveli la verità che reazioni sortisce solitamente?

MADDALENA: Alcuni uomini quando lo scoprono si spaventano e scappano, altri diventano molto più espliciti… del tipo che ti trattano come una troia. Due cose che in realtà non sono assolutamente collegate. Sì, sono una trans, ma non una troia. Io un trombamico non l’ho mai avuto, ho sempre cercato il sentimento. Il problema è che adesso non riesco a sentirmi una figura che può essere completa nella vita di una persona. Almeno per ora.

DARLIN: E invece dopo l’operazione pensi cambieranno le cose?

MADDALENA: Secondo me cambierà tantissimo. Anche se tutti ti dicono di non avere troppe aspettative dall’operazione, dal punto di vista relazionale, di non pensare di riuscire a relazionarti in modo diverso con gli uomini rispetto a quando non eri operata. Il fatto è che queste cose te lo dice sempre chi non lo ha fatto. Le ragazze che si sono operate invece mi hanno tutte detto il contrario. Io di aspettative ne ho, so che a quel punto potrò sentirmi in grado di completare la vita di una persona. E’ un fatto mio personale.

DARLIN: Ti capita spesso di vivere delle situazioni particolarmente spiacevoli a causa della tua condizione di persona transessuale?

MADDALENA: Guarda, io sto cambiando casa, quindi negli ultimi tempi sto girando la città per visitare delle stanze in appartamenti. Come ti potrai immaginare incontro molte più difficoltà di quelle che potresti per esempio riscontrare tu nel compiere un’operazione comunissima come questa. Dalla persona che ti prende per una puttana e quindi non ti vuole in casa fino al pervertito, che sempre prendendoti per una puttana, ti molesta.

DARLIN: Hai ricevuto molestie particolari?

MADDALENA: Una volta uno mi ha fatto entrare in casa, mi ha mostrato quella che doveva essere una stanza e invece si è rivelato un divano letto in soggiorno, e poi di punto in bianco mi fa: “posso farmi una sega davanti a te?”

DARLIN: E tu?

MADDALENA: Eh, io all’inizio ho usato la solita scusa, “no guarda non mi interessa…” “sono fidanzata…” poi data l’insistenza… ero anche chiusa in casa sua da sola…ho pensato che magari poteva diventare aggressivo. Gli ho detto “ va bene ma non mi devi toccare”. Ho assistito alla triste scena fumando una sigaretta e poi me ne sono andata. Lo so, quando lo racconto alle mie amiche mi chiedono se sono matta, però preferisco prenderla in modo sportivo.

DARLIN: Anch’io in effetti rimango alquanto stupito. Ma quand’è che hai iniziato a parlare di te al femminile e hai cambiato nome?

MADDALENA: Quando ho cominciato con gli ormoni l’ho deciso insieme ai miei genitori. Hanno preso benissimo la mia decisione, in fondo l’hanno sempre saputo, sono loro figlioa! Gli ho chiesto se fossi stata femmina come mi avrebbero chiamato e mi hanno ribattezzata Maddalena. Da lì in poi ho iniziato anche a parlare di me al femminile… all’inizio avevo paura che stridesse, che apparisse come una forzatura e che mi deridessero. Adesso è una cosa normale dire “io sono statA”, ma prima, ogni volta che sostituivo quella -o con una -a, era una liberazione, mi faceva stare bene.

DARLIN: E il tuo nome di prima qual è?

MADDALENA: Non lo saprai mai!

Tommaso Sorgentone

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